IL SONDAGGIO DI SALUTEIN ACCENDE I RIFLETTORI SU UNA PATOLOGIA SOTTODIAGNOSTICATA

Un’ampia indagine tra i professionisti sanitari italiani fa emergere con chiarezza un dato: la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è sempre più presente nella pratica clinica, ma il livello di preparazione percepito dai medici resta limitato. Plauso dell’OMCeO di Roma e della SIMSO all’iniziativa di SaluteIN.

Il sondaggio appena concluso, realizzato da SaluteIN con l’obiettivo di analizzare conoscenza, percezione e gestione clinica dell’OSAS, rappresenta una delle più significative rilevazioni sul tema tra i professionisti sanitari e offre uno spaccato importante su come la patologia venga affrontata nella quotidianità clinica.

Un disturbo diffuso, ma ancora poco indagato

Dai risultati emerge che il sonno è ormai parte della valutazione clinica per molti medici: il 38,2% dichiara di chiedere spesso ai propri pazienti “come dormono” durante la raccolta anamnestica, mentre solo il 21,6% lo fa sempre. Tuttavia, una quota non trascurabile di professionisti (33,5%) affronta il tema solo occasionalmente e il 6,7% ammette di non porre mai questa domanda. 

Il dato più significativo riguarda la percezione della propria preparazione sull’OSAS: quasi la metà dei medici (45,4%) si definisce poco preparata, mentre il 43,3% si ritiene abbastanza preparato. Solo una minoranza dichiara un alto livello di competenza: 6,1% molto preparato e appena 1,5% esperto. Una piccola quota (3,7%) afferma di non avere alcuna preparazione specifica sulla patologia. Questi numeri evidenziano un gap formativo ancora importante, nonostante la crescente attenzione scientifica verso i disturbi respiratori del sonno. Diagnosi: la polisonnografia non è ancora prassi consolidata.

Anche sul piano diagnostico emerge una situazione di equilibrio tra esperienza e prudenza: il 51,6% dei medici ha prescritto almeno una volta una polisonnografia per sospetto OSAS, mentre il 48,4% non lo ha mai fatto. Il dato suggerisce che, pur essendo sempre più riconosciuta, la patologia resta in parte sottodiagnosticata, con possibili conseguenze gravi sulla salute dei pazienti, considerando il forte legame dell’OSAS, ormai scientificamente provato con patologie cardiovascolari, metaboliche e con l’enorme rischio di incidenti legati alla sonnolenza diurna.

Una fotografia preziosa per il sistema sanitario

L’indagine promossa da SaluteIN rappresenta un contributo rilevante per comprendere come i professionisti sanitari percepiscono e gestiscono l’OSAS nella pratica clinica. I risultati indicano chiaramente la necessità di rafforzare la formazione e la sensibilizzazione sul tema, favorendo percorsi diagnostici più tempestivi e una maggiore integrazione tra medicina generale, specialisti e centri del sonno. Alla luce dei dati emersi, il sondaggio conferma come la medicina del sonno stia diventando un ambito sempre più strategico per la salute pubblica, ma anche come sia necessario investire ulteriormente in informazione, formazione e strumenti diagnostici per intercettare una patologia ancora troppo spesso non riconosciuta. 

A tal fine SaluteIN ha voluto, con il prezioso contributo di due specialisti e massimi esperti sul tema a livello nazionale ed internazionale, il Dott. Bartolomeo Zerrillo e il Dott. Matteo Siciliano, promuovere un corso FAD con interesse multidisciplinare, completamente gratuito e accreditato per tutte le specializzazioni, che dopo sole 12 ore dal lancio aveva già registrato oltre 2.000 iscrizioni. L’auspicio è che questo sia un passo importante, ma solo il primo di molti, verso una presa di coscienza maggiore e verso soluzioni sistemiche anche da parte dello Stato, su una tematica così rilevante per la salute pubblica. 

Plauso dell’OMCeO di Roma e della SIMSO all’iniziativa di SaluteIN

“Quello delle apnee notturne è una patologia clinicamente e socialmente importante, purtroppo poco attenzionato da parte dei pazienti, che molto spesso non ne conoscono neppure l’esistenza – sottolinea il vicepresidente OMCeO di Roma, Stefano De Lillo – Del resto, anche i medici, come il sondaggio di SaluteIn puntualmente rileva, non focalizzano, come dovrebbero, una patologia dalle complicanze e conseguenze di assoluta rilevanza. Il sondaggio di SaluteIn è in davvero illuminante, penso che sia fondamentale, anche come Ordine dei Medici di Roma, trovare occasioni di approfondimento e formazione, sulle apnee ostruttive, anche in relazione alle tecniche di diagnosi e di contrasto clinico di ultima generazione”.

“L’impegno di Salute In, che ha promosso e organizzato un corso di formazione FAD dedicato agli specialisti, testimonia lo sforzo concreto dell’organizzazione nel favorire l’aggiornamento scientifico e nel creare occasioni di approfondimento multidisciplinare su una patologia che richiede sempre più attenzione e collaborazione tra diverse figure mediche – aggiunge Domenico Ciavarella, Presidente SIMSO – “In questo contesto diventa fondamentale proseguire nella diffusione di una maggiore cultura del sonno tra i professionisti della salute, affinché la diagnosi e la gestione dell’OSAS possano diventare sempre più tempestive ed efficaci, con ricadute dirette sulla qualità di vita dei pazienti e sulla prevenzione di complicanze a lungo termine”.

Per chi volesse approfondire con il Corso ECM FAD: OSAS dalla fisiopatologia alla diagnosi e alle strategie terapeutiche

SaluteIn

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