Intervista esclusiva di Antonello Sette ad Anna Maria Musolino, Responsabile Pediatria dell’Emergenza, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Roma
Dottoressa Musolino, il caldo afoso di questo inizio d’estate ci fa pensare, innanzi tutto, ai bambini, fragili, inconsapevoli e indifesi…
“Quando penso ai rischi che corrono i bambini per il caldo, mi torna sempre in mente la regola che la prevenzione è la scelta che li aiuta più di qualsiasi presunto antidoto. Dobbiamo sempre ricordarci che la ricerca del benessere dei nostri bambini non può e non deve andare in vacanza. I comportamenti corretti per prevenire i danni da calore sono noti a tutti ed anche estremamente semplici da attuare”.
I bambini vanno preservati e protetti dal caldo più degli adulti?
“I bambini sono di per sé più fragili e, nel caso specifico, biologicamente più vulnerabili agli stress termici, perché hanno un sistema di termoregolazione meno efficiente rispetto a quello degli adulti e, soprattutto, dipendono dai loro caregivers e molto spesso non sono in grado, specie i più piccoli o con patologie sottostanti, di raccontarci che stanno soffrendo per il caldo. Spetta, quindi, a noi adulti prevenire il danno da calore dei bambini”.
Come dobbiamo proteggerli per evitare che si arrivi al danno?
“Dobbiamo mantenerli in luoghi freschi e ventilati, sia in ragione del luogo, sia mettendo in funzione, se possibile, il climatizzatore, che deve, però, essere utilizzato con cautela e buon senso, regolando la temperatura intorno ai 24/25 gradi, anche per evitare sbalzi eccessivi con l’esterno. I bambini d’estate si muovono tendenzialmente di meno, non dobbiamo comunque mai dimenticare che è opportuno tenerli in casa nelle ore più calde, ovvero quelle che vanno dalle 11 del mattino alle 18 del pomeriggio. Questo non può voler dire incollarli allo schermo della tv o del computer, ma aiutarli a divertirsi e a distrarsi con giochi da tavolo, possibilmente stimolanti e creativi”.
Il fai da te può tornare utile anche nell’individuazione di una corretta prevenzione?
“I genitori dei bambini più piccoli, ma anche i bambini più grandi e, soprattutto, gli adolescenti non devono inventare soluzioni non scientifiche per prevenire i colpi di calore, ma tutti devono affidarsi ai consigli del pediatra o, eventualmente, consultare uno dei numerosi vademecum delle società scientifiche pediatriche”.
Qual è la raccomandazione da cui partire?
“La raccomandazione più utile e pertinente è ovviamente l’idratazione. Questo non vuol dire bere indiscriminatamente bevande zuccherate artificialmente, ghiacciate o gassate. Va privilegiata un’alimentazione leggera e facilmente digeribile, con frutta e verdura come prima scelta, va inoltre preservato il sonno dei bambini e degli adolescenti. Il caldo eccessivo può turbare anche il loro riposo e questo non deve assolutamente accadere”.
Quali segnali premonitori devono metterci in guardia?
“I segnali di allarme riguardano, soprattutto, la sfera neurologica. Un bambino con un colpo di calore è irritabile o, viceversa, estremamente sonnolento, oppure ancora può apparire confuso, sino ad arrivare alla sincope con perdita di coscienza. È un bambino, il cui corpo non riesce a smaltire il calore. In questi casi il rimedio più immediato è trasferirlo in un ambiente fresco e coprilo con panni bagnati con acqua fresca, ma non troppo fredda e tantomeno ghiacciata. Se le condizioni generali non tornano rapidamente alla normalità, bisogna chiamare senza ulteriori indugi il pediatra o allertare i soccorsi”.

