Intervista esclusiva di Antonello Sette a Laura Zinnamosca, Dirigente Medico di II livello presso DEA Policlinico Umberto I

Dottoressa Zinnamosca, le temperature record di questi giorni non rappresentano solo una situazione climatica difficile da accettare e sopportare, ma anche una minaccia alla salute…

“Le temperature elevate di quest’ultimo periodo espongono la popolazione al rischio di patologie, anche gravi, direttamente riconducibili al caldo e il numero di accessi al Pronto Soccorso è conseguentemente aumentato in misura esponenziale. Arrivano da noi con la tipica sintomatologia del colpo di calore: disidratazione: cefalea, febbre più o meno alta, nausea, vomito, arrossamento della pelle, alterazioni dello stato di coscienza e del sensorio. Questi sintomi possono nascondere patologie di altra natura ed è per questo che il Ricovero in Pronto Soccorso diventa una scelta quasi obbligata. Valutiamo i pazienti a 360 gradi per capire, oltre ogni ragionevole dubbio, se ci troviamo di fronte a un colpo di calore o a qualcosa di diverso e più complesso”.

Il rischio del colpo di sole è uguale per tutti?

“Ovviamente a rischiare di più sono gli anziani, i bambini e le persone fragili, se si espongono incautamente al sole nelle ore centrali, anziché rifugiarsi nelle zone ombreggiate e idratarsi adeguatamente. La raccomandazione che ripetiamo a tutti è quella di non esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, decisamente più nocive di quelle del mattino e del pomeriggio, quando i gradi delle temperature sono più bassi e la ventilazione è più avvertibile. Naturalmente anche nei periodi più confortevoli è fondamentale reidratarsi abbondantemente e in continuazione, perché con le temperature comunque elevate e l’umidità si perdono liquidi con la sudorazione, anche se lì per lì non ci se ne rende conto. Bere molto più che nelle stagioni fredde o temperate, privilegiare frutta e verdura fresche è l’unico modo possibile per prevenire i colpi di calore”.

Un colpo di sole trascurato può avere conseguenze gravi e arrivare a minacciare la vita stessa di chi ne è colpito?

“Sì, può comportare conseguenze gravi, perché il colpo di sole e quello di calore sono due patologie che possono provocare una disidratazione oltre i limiti sopportabili dall’organismo umano, febbre altissima e un’alterazione dello stato di coscienza non sempre reversibili. E questo avviene più frequentemente nei pazienti fragili e con acclarata comorbilità”.

Come trattate i pazienti sotto shock per un colpo di calore?

“Per prima cosa cerchiamo di confermare la diagnosi formulata a caldo, comparando gli indizi, ripercorrendo l’anamnesi del paziente anche al fine dell’accertamento di altre patologie, sia pregresse che in corso. Una volta esclusa l’esistenza di altre patologie, il paziente viene immediatamente reidratato in ambiente climatizzato La terapia è solo un’abbondante idratazione. Nulla di diverso e nulla di più”.

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