Intervista esclusiva di Antonello Sette alla professoressa Alessia Rabini, Responsabile UOC Fisiatria Cardiovascolare Policlinico Agostino Gemelli di Roma

Dottoressa Rabini, la Termoterapia e il Paracetamolo rappresentano per molti la combinazione vincente per sconfiggere il dolore muscolare…

“Partiamo dalla Termoterapia. La convinzione che il calore possa essere un toccasana per i dolori muscolo-scheletrici ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Già nel quinto secolo avanti Cristo Ippocrate suggeriva, per alleviare i dolori muscolari, di associare al massaggio e alla ginnastica il calore. Sei secoli dopo, Galeno di Pergamo consigliava una Termoterapia esogena ante litteram, primordialmente legata all’applicazione di mattoni riscaldati sulla zona dolente della colonna vertebrale. Poi, c’erano le Terme romane, luoghi di benessere, oltre che di socializzazione, all’insegna del caldo ristoratore. Tornando all’oggi, si fa ancora molta confusione sulle indicazioni per la somministrazione del caldo e del freddo. I pazienti utilizzano autonomamente l’uno e l’altro, senza cognizione di causa alcuna e, quindi, molto spesso in maniera impropria. Anche nel caso della Termoterapia una scelta, che prescinda dalla corretta osservanza delle indicazioni, potrebbe peggiorare la sintomatologia e la condizione patologica che determina il dolore”.

È, quindi, il caso di fare preliminarmente chiarezza su questa fondamentale distinzione…

“Il freddo è indicato nel dolore post-traumatico e nelle infiammazioni acute. La Termoterapia esogena va, invece, applicata nei dolori dovuti a spasmi persistenti, localizzati in particolare al livello della rachide. L’intuito ci porta a dare per scontato che una persona, affetta da torcicollo, ricorra al calore, perché ne riceve nell’immediato una sensazione confortevole ma, più in generale, per spazzar via dubbi e perplessità, può essere utile soffermarsi sugli effetti biologici a livello dei tessuti, che risultano in qualche modo opposti. Il freddo inibisce non solo il dolore e la formazione degli edemi, ma anche la neoangiogenesi. È, quindi, indicato nel trauma o nell’infiammazione acuta solo in prima battuta, ovvero entro le iniziali 48 ore. Una volta superato questo arco temporale immediato, la Termoterapia può ridurre il dolore e lo spasmo muscolare e, nel contempo, aumentare il cambio prometabolico e, di conseguenza, la velocità di conduzione nervosa e l’elasticità del tessuto connettivo. La Termoterapia ha per sua natura un effetto transitorio. Il caldo agisce sino a quando viene applicato, ed è per questo che viene quasi sempre associato a trattamenti farmacologici, come in prima ipotesi il Paracetamolo, o fisioterapici strumentali di altro tipo”.

La Termoterapia moderna si è evoluta enormemente. Altro che i mattoni riscaldati di galeniana invenzione. Oggi sono in commercio dispositivi medici di ultima generazione, sofisticati, efficaci e pronti all’uso…

“L’applicazione di calore esogeno può essere effettuata anche con le borse d’acqua calda, con i termofori, con i bagni caldi, con la paraffinoterapia e con gli infrarossi. Attualmente, però, tutti questi rimedi tradizionali sono stati di fatto soppiantati da device indossabili, ovvero da fasce autoriscaldanti di facile applicazione, maneggevoli, sicuri ed efficaci. Sono dispositivi monouso, che sono sagomabili e, quindi, utilizzabili per trattare diverse zone del corpo: la parte cervicale e quella lombare, la spalla e il ginocchio. Sono caratterizzate da celle ovalari, che contengono materiali come ferro, carbone, acqua e sale che, una volta aperto il dispositivo, interagiscono con l’aria, producendo una reazione essudativa immediata, capace di produrre un calore pari a 40 gradi, perdurante per 8 ore. L’utilizzo delle fasce, ed è importante sottolinearlo, consente di mantenere la mobilità del rachide e di ridurre, conseguentemente, l’astensione dall’attività lavorativa e la sospensione delle abitudini di vita quotidiana. Possiamo usufruire degli effetti benefici del calore, senza essere costretti a rimanere sdraiati sul letto o inchiodati ad una poltrona. La Termoterapia, oltre a ridurre le contratture e gli spasmi muscolari, aumenta la forza e, soprattutto, la vasodilatazione, il che determina un maggiore apporto di sostanze nutritizie al tessuto danneggiato e, parallelamente, di ossigeno e del washing delle sostanze tossiche a livello tessutario”.

Torniamo all’assunto di partenza, alla buona abitudine di combinare Termoterapia e Paracetamolo…

“Il Paracetamolo è un farmaco molto maneggevole, perché è praticamente privo di effetti collaterali e, restando nell’ambito del dolore muscoloscheletrico, le linee guida indicano come appropriato e raccomandabile per il trattamento iniziale del dolore acuto del rachide un analgesico semplice come il Paracetamolo, con un dosaggio ideale di 1000 mg per 3 volte al giorno. Una raccomandazione in qualche misura tradita dai medici italiani che, secondo un recente studio, continuerebbero a prescrivere prevalentemente i fans non steroidei, a dispetto degli effetti collaterali sicuramente maggiori, sia a livello dell’apparato gastroenterico, sia di aumento della pressione arteriosa. Rimane il fatto che ai dosaggi indicati il Paracetamolo può essere assunto con maggiore tranquillità, ivi ovviamente compresi i casi in cui i Fans e il Cortisone non possono essere utilizzati, laddove pazienti siano prioritariamente affetti da patologie gastroenteriche, o assumano anticoagulanti, siano a bambini in età pediatrica o donne in gravidanza. A parte queste considerazioni di assoluta compatibilità, il Paracetamolo non è un antinfiammatorio, ma può vantare un’ottima e documentata proprietà analgesica, che si manifesta attraverso sette distinti meccanismi d’azione: agisce nel sito perossidasico, interagisce con il sistema degli oppioidi e, quindi, a livello centrale, inibisce l’ossido nitrico, che è un vasodilatatore, potenzia il sistema serotoninergico e. producendo una sostanza che si chiama AM404, un analogo dell’acido arachidonico, lega i recettori cannabinoidi e gli enzimi che li degradano e, da ultimo, lega anche i canali che inibiscono il dolore. Tracciando una conclusione, è più che probabile che la combinazione fra Termoterapia e Paracetamolo produca importanti effetti benefici, ma nondimeno sarebbe auspicabile uno studio specifico, che ne confermi e quantifichi, in via definitiva, la superiore efficacia”

SaluteIn

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