Intervista esclusiva di Antonello Sette ad Andrea Roletto, Presidente dell’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Interventistica
Dottor Roletto, dove esercita la professione il nuovo Presidente di AITRI?
“Sono coordinatore TSRM all’Ospedale San Raffaele di Milano. Avevo già militato per lungo tempo in AITRI, un’associazione scientifica di primo livello, che da più di 25 anni si pone l’obiettivo di rappresentare tutti i tecnici sanitari di radiologia medica, che lavorano quotidianamente in ambito interventistico”.
Che cos’è in estrema sintesi la radiologia interventistica?
“È una branca medica, che utilizza le tecniche di diagnostica per immagini come guida per procedure terapeutiche e mininvasive in diversi ambiti, tra cui chirurgia vascolare, oncologia, cardiologia, neurologia, urologia e ortopedia. In questi contesti, il tecnico di radiologia lavora a stretto contatto con il medico specialista e, naturalmente, anche con l’infermiere e altre figure professionali, concorrendo in prima persona alla realizzazione delle procedure a beneficio del paziente”.
Questa fondamentale attività di supporto attivo è sicuramente meno conosciuta di quanto meriterebbe?
“Siamo ancora identificati come i professionisti sanitari che fanno le TC e le radiografie. La realtà è un’altra. Siamo presenti nelle sale operatorie e negli ambienti interventistici con ruoli sempre più importanti. Vogliamo essere riconosciuti per ciò che la professione è diventata: una figura sanitaria altamente qualificata, ben oltre un’immagine stereotipata e ormai superata”.
Oltre a questo aspetto per così dire mediatico, quali sono i principali obiettivi della sua Presidenza?
“Ho concluso il Dottorato di ricerca in Transizione energetica e sistemi produttivi sostenibili, con una tesi sulla sostenibilità in radiologia. Mi propongo di proseguire in questo senso l’attività di ricerca avviata durante il mandato della Presidente Roberta Gerasia, approfondendo soprattutto l’ambito specifico della sostenibilità ambientale. A questo proposito, il tecnico di radiologia sta assumendo un ruolo fondamentale, perché lavora a strettissimo contatto con le apparecchiature. Un altro ambito, in cui mi piacerebbe proseguire ed estendere quanto già messo in moto, è quello dell’internazionalizzazione dell’associazione, che è già membro della EFRS, la Federazione Europea delle società dei tecnici di Radiologia, partecipando sempre più da protagonista attivo a tutti i convegni e a tutti gli eventi che riguardano, a qualsiasi titolo, la nostra categoria. Siamo anche parte della Società mondiale dei tecnici di radiologia, la ISRRT, e vogliamo dialogare e collaborare a tutti i livelli anche con loro”.
Presumo che vogliate crescere anche entro i confini nazionali…
“Siamo già presenti e rappresentati in tutte le Regioni italiane, ma ambiamo a un’espansione via via più capillare, intercettando sempre nuovi colleghi che lavorano nella radiologia interventistica e anche, se non soprattutto, i giovani motivati che hanno voglia di appassionarsi alla dimensione moderna, dinamica e altamente specialistica della radiologia. Vogliamo aggregare competenze, entusiasmo e nuove energie attraverso iniziative scientifiche, attività formative e corsi dedicati, sia dislocati sul territorio che online”.
Presidente Roletto, avete passato il guado dopo un percorso che rischiava di impantanare anche voi. Ora si può riprendere a lavorare con fiducia e serenità…
“Stiamo ancora subendo gli strascichi degli anni bui del Covid, che sono stati una vera iattura per le associazioni scientifiche, che vivono di incontri e relazioni dirette. Non potersi vedere di persona ha rallentato e indebolito quei momenti di condivisione che ne costituiscono la linfa vitale. Rivedersi tutti insieme al Congresso di Palermo è stata una bellissima emozione. L’atmosfera che si respirava era gioiosa e, in qualche misura, euforica. Abbiamo percepito tutti la sensazione che si poteva finalmente tornare ad agire, tutti insieme e alla luce del sole, per obiettivi che, anche per questa rinnovata possibilità di condivisione interpersonale, possono essere ancora più ambiziosi”.

