Intervista esclusiva di Antonello Sette a Roberta Gerasia, già Presidente dell’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Interventistica
Dottoressa Gerasia, il suo è stato un mandato lungo sei anni, che ha attraversato la tempesta del Coronavirus…
“È stato un periodo di grandissima crescita per me e per l’AITRI. Ho preso in mano l’Associazione in un momento molto delicato, qual è stata la stagione epidemica da Covid 19. Ci siamo dovuti riorganizzare, partendo praticamente da zero, dal momento che non potevamo più svolgere quello che eravamo abituati a fare: niente più corsi di formazioni, congressi ed eventi in presenza. Abbiamo dovuto riscrivere per intero la modalità formativa, nei confronti sia delle università, sia dei nostri soci, con webinar e con tutto quello che è stato possibile organizzare a distanza. Il riscontro è stato obiettivamente meraviglioso, non solo da parte di chi ci aveva sempre seguito, ma anche di professionisti, che hanno trovato in noi una sponda e un fondamentale punto di riferimento, scoprendo un mondo di conoscenza e attività pratica, che alla maggior parte di loro era sempre stato sconosciuto. E, in tempi di emergenza, abbiamo non disperso, ma rafforzato i rapporti con le università e colmato il gap della formazione universitaria in quest’ambito anche con un manuale teorico-pratico sulle apparecchiature di radiologia interventistica scritto ad hoc, curato solo da tecnici di radiologia. Abbiamo instaurato nuovi rapporti con le aziende, in particolare con Angiodroid, con cui collaboriamo per la realizzazione di progetti di ricerca e di pubblicazioni formative e scientifiche. Abbiamo stilato il fondamentale documento, che riscrive il quadro completo delle competenze delle responsabilità del tecnico di radiologia in sala angiografica, sia per la radiologia interventista che per quella complementare. Tramite FASTER, la Federazione delle Associazioni Scientifiche dei Tecnici di Radiologia, infatti abbiamo collaborato con la Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica e con l’Associazione Fisica Medica e Sanitaria, con il comune intento di fare chiarezza soprattutto sugli aspetti del decreto legislativo 101 del 2020, che avevano suscitato più di un dubbio interpretativo e di ribadire l’importanza del ruolo del tecnico di radiologia all’interno della sala angiografica, sottolineando che non può essere sostituito da nessuna altra figura professionale. Sappiamo tutti che la radiologia interventistica è in continua evoluzione, non solo dal punto di vista delle tecniche, ma soprattutto da quello della complessità delle procedure e delle innovazioni tecnologiche. Un ruolo, quello del tecnico di radiologia interventistica, di fondamentale importanza all’interno della sala anche per l’indispensabile mediazione che assicura fra il medico radiologo e l’esperto di fisica medica. Mi sono impegnata anche a rafforzare e a estendere la portata dei rapporti internazionali, sia a livello europeo che mondiale. Lascio dietro di me tanto fermento e ulteriori opportunità di crescita. La tecnologia interventistica è probabilmente quella che più di tutte risente dell’evoluzione. Noi abbiamo cercato, e continuerà sicuramente a farlo il Presidente eletto, di stare al passo, cercando di dare ai nostri soci e agli studenti quello che in questo momento non ricevono dalle Università, rafforzando la formazione all’interno del Master di Radiologia Interventistica che abbiamo creato in collaborazione con l’Università di Bologna. Ci siamo mossi, e sono certa che lo continueremo fare, a 360 gradi per dare tutto il supporto possibile ai colleghi che sempre più numerosi si avvicinano a una branca della medicina, che in passato era stata in qualche misura emarginata e, talvolta, addirittura, accantonata”.
Cara dottoressa, le è rimasto nel cuore quell’applauso calorosissimo e infinito, scoppiato al termine del suo discorso congressuale di commiato?
“È stata una grande emozione, che mi ha lasciato letteralmente senza parole. Era il segno tangibile di apprezzamento e di condivisione del mio operato, da parte di chi mi ha seguita in tutti questi anni, non facendomi sentire, neppure per un istante, sola. Una grande soddisfazione che mi ripaga di tutti gli sforzi fatti e della fatica accumulata, con un surplus non preventivato di affetto, che mi ha stupita e commossa”.

