Intervista esclusiva di Antonello Sette a Lucia Villa, specializzata in Dermatologia, Tricologia e Venereologia

Dottoressa Villa, le allergie primaverili angustiano un numero ogni anno crescente di persone. Di chi è la colpa e come possiamo difenderci?

“Quando parliamo di allergie stagionali, pensiamo subito alle cosiddette allergie da polline, alla febbre da fieno, come normalmente viene definita la rinite allergica stagionale; di conseguenza, pensiamo a sintomi rinofaringei, come starnuti, naso che cola e occhi arrossati. In realtà, questa è solo la parte visibile di un fenomeno molto più complesso, che coinvolge tutto l’organismo, compresa la pelle”.

Da che cosa sono provocate le riniti allergiche?

“Le allergie stagionali, come la rinite allergica, nascono da una disregolazione del sistema immunitario prevalentemente IgE mediato nei confronti di sostanze normalmente innocue, come il polline. Il polline è costituito da granuli fini, rilasciati da alberi, erbe e piante infestanti che, a loro volta, fertilizzano altre piante e vengono trasportati da uccelli, da insetti o anche, più semplicemente dal vento, con la possibilità di propagarsi a distanze anche lontanissime”.

I numeri sono inquietanti…

“Oggi sappiamo che le persone allergiche ai pollini sono più del 10% della popolazione, con punte, a livello giovanile, che sfiorano il 30%, dentro il campo vasto delle connessioni fra diverse manifestazioni allergiche. È la cosiddetta “MARCIA ATOPICA”, che mette insieme le forme respiratorie, cutanee e alimentari. Dobbiamo, quindi, parlare non solo di prurito al naso, naso che cola, congestione nasale, lacrimazione degli occhi, irritazione della gola, asma bronchiale, ma anche di dermatite atopica, di eczema, rossori, pruriti, secchezza e irritazioni diffuse della pelle, in forme anche orticarioidi. Tornando ai numeri sempre più allarmanti, è evidente che il contenuto allergico dell’atmosfera, a livello sia di varietà di forme vegetali che di condizioni ambientali, è via via vistosamente aumentato negli anni. L’ambiente, punto di contatto di tutti i processi infiammatori allergici, non è più lo stesso di qualche decennio fa. Noi passiamo oggi definire una “mappa dei pollini”, ma sappiamo che il contenuto allergico è condizionato dall’inquinamento atmosferico, dall’urbanizzazione spesso selvaggia e dal cambiamento climatico. Anche gli ormai ordinari viaggi intercontinentali hanno in qualche misura favorito la colonizzazione di specie infestanti precedentemente assenti, come, per dare un esempio purtroppo molto attuale, l’ambrosia in Francia e in Ungheria. Più in generale, la stagionalità e la gravità delle manifestazioni allergiche da polline è legata alla temperatura, all’umidità, alle radiazioni solari e alla concentrazione dei pollini, in un quadro complessivo all’interno del quale l’ambiente si comporta, nel bene e sempre più nel male, come il padrone assoluto. Le modificazioni subite dall’ambiente hanno anche via via allungato le stagioni polliniche e reso gli allergeni più aggressivi. Il risultato finale è che i sintomi, respiratori, cutanei, dermatologici che siano o anche a livello sistemico come prurito e orticaria, sono oggi più intensi e più prolungati, coinvolgendo, oltretutto, un numero sempre crescente di persone. Quella che si scatena è una cascata infiammatoria mediata dalle citochine, che viene peraltro amplificata da una situazione immunologica. Abbiamo una liberazione massiva di istamina e di altri mediatori sinaptici, tra cui, ad esempio, l’acetilcolina, che in qualche modo automantengono i processi infiammatori”.

L’approccio alle allergie stagionali deve, quindi, essere meno frettoloso e semplicistico?

“Non dobbiamo mai dimenticare che le allergie stagionali non sono solo un fastidio passeggero, ma una condizione che può ripercuotersi sul benessere generale della persona. A livello dermatologico, è di fondamentale importanza proteggere e rinforzare la barriera cutanea, detergendo in maniera delicata, evitando fattori irritanti e, quando è necessario, privilegiando un approccio e una gestione personalizzati. E dobbiamo tenere sempre a mente che la pelle è la barriera fra il dentro e il fuori e che, quindi, molte sensibilizzazioni passano anche attraverso la cute”.

Gli antistaminici restano il rimedio più gettonato ed efficace?

“Oggi si parla sempre più, come alternativa, dei recettori di miRNA a livello della mucosa nasale, che sono in grado di indurre la reazione ai pollini. La nuova frontiera antiallergica è, quindi, rappresentata dagli esosomi, capaci di mediare le reazioni allergiche e di impedire ai pollini di infestare le persone, donne o uomini che siano”.

SaluteIn

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