L’Italia affronta ogni anno circa 60.000 arresti cardiaci, più della metà dei quali avviene fuori dagli ospedali. La sopravvivenza, se si arriva alla dimissione, è di circa il 21%, una percentuale inferiore alla media europea. La rapidità del primo intervento può fare la differenza tra la vita e la morte: bastano pochi minuti per salvare una persona se si praticano correttamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e si utilizza un defibrillatore semiautomatico (DAE).

La diffusione dei DAE sul territorio italiano è in crescita, ma resta ancora insufficiente: solo una minoranza della popolazione sa dove trovarli o come utilizzarli correttamente. L’insegnamento della RCP e del primo soccorso nelle scuole e nelle aziende è previsto dalla normativa, ma l’attuazione pratica varia molto da regione a regione.

Il primo soccorso non riguarda solo gli arresti cardiaci. Nel 2023, gli incidenti stradali hanno provocato 166.525 incidenti con feriti, con 224.634 persone coinvolte e 3.039 morti, secondo i dati ISTAT. Anche in questi casi, la conoscenza di manovre salvavita e interventi rapidi può fare una differenza significativa. Gli esperti di salute pubblica sottolineano che l’educazione alla rianimazione e al primo soccorso è un investimento vitale, capace di aumentare notevolmente la sopravvivenza negli eventi critici e di ridurre le conseguenze permanenti per le persone coinvolte.

SaluteIn

Condividi su:

Iscriviti alla Newsletter

    Sei un Medico? SiNo