Dopo aver rivoluzionato la ricerca sui vaccini contro il Covid-19, la tecnologia a mRNA si affaccia anche sulla prevenzione dell’influenza stagionale. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato mFLUSIVA, il vaccino sviluppato da Moderna che utilizza l’RNA messaggero per stimolare la risposta immunitaria contro il virus influenzale. L’autorizzazione, annunciata il 5 agosto 2026, riguarda gli adulti dai 50 anni in su. Si tratta del primo vaccino antinfluenzale a mRNA approvato negli Stati Uniti e di un passaggio significativo nello sviluppo di nuove strategie contro una malattia che, ogni anno, può provocare un numero elevato di infezioni e complicanze.

Una volta somministrato, l’mRNA viene utilizzato temporaneamente dalle cellule per produrre queste proteine, che vengono riconosciute dal sistema immunitario. L’organismo può così sviluppare una risposta difensiva senza essere esposto al virus dell’influenza in grado di provocare la malattia. La tecnologia ha un potenziale interesse anche per la rapidità con cui può essere adattata ai cambiamenti dei virus circolanti. L’influenza, infatti, è caratterizzata da una continua evoluzione e richiede un aggiornamento periodico della composizione dei vaccini. Tuttavia, la possibilità di modificare più rapidamente una formulazione non significa automaticamente che ogni nuovo vaccino sia più efficace o che possa sostituire quelli già disponibili.

L’approvazione della FDA si basa su studi clinici che hanno coinvolto decine di migliaia di partecipanti. Nel principale studio di fase 3, condotto su oltre 40.000 adulti dai 50 anni, mFLUSIVA ha mostrato un’efficacia relativa superiore del 26,6% rispetto a un vaccino antinfluenzale standard nel prevenire l’influenza sintomatica confermata attraverso test di laboratorio. Gli effetti indesiderati osservati negli studi sono stati prevalentemente lievi o moderati e di durata limitata, come accade spesso con i vaccini antinfluenzali. La valutazione della sicurezza resta comunque centrale, soprattutto nelle persone anziane e in quelle con condizioni di salute che possono aumentare il rischio di complicanze.

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