Intervista esclusiva di Antonello Sette al chirurgo estetico Bruno Bassetto
Un curriculum significativo e prestigioso quello del chirurgo estetico Bruno Bassetto. Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, nella stessa sede ha conseguito la specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. L’Università di Padova, rappresenta da sempre un’eccellenza nel campo della Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore, Bassetto ha consolidato la sua esperienza presso l’Ospedale Regionale di Vicenza, dove ha anche ricoperto il ruolo di Vice Primario. Negli anni ha anche frequentato con profitto i migliori centri europei e americani di Chirurgia Estetica. Attualmente il dottor Bassetto opera nella sua Clinica “Marostica Salus”, struttura extra ospedaliera di chirurgia plastica, con sede a Marostica in provincia di Vicenza, dove è in grado di eseguire tutti gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, con ogni tipo di anestesia, in totale sicurezza e massimo confort.
Dottor Bassetto, che cosa è per lei la chirurgia estetica?
“Per me la chirurgia estetica è prima di tutto ascolto. Dietro ogni richiesta c’è una persona, una storia, spesso anche un disagio silenzioso. L’intervento o il trattamento ha avuto un senso quando, dopo, il paziente mi racconta di sentirsi bene, naturale finalmente a proprio agio. E’ in quel momento che la chirurgia smette di essere tecnica e diventa cura della persona. Dopo molti anni di esperienza come chirurgo plastico all’Ospedale di Vicenza, ho portato lo stesso rigore medico, la stessa attenzione alla sicurezza e alla persona nella mia Clinica ”Marostica Salus” autorizzata, dove posso seguire ogni paziente in modo completo e continuo”.
Lei parla spesso di “chirurgia su misura”. Che cosa intende?
“Ogni corpo è diverso, ogni volto è unico. Non esistono interventi standard. La vera chirurgia estetica nasce da un progetto personalizzato, costruito insieme al paziente. Dedico molto tempo alla visita, al dialogo, alla comprensione delle aspettative e delle sensibilità. Questo è il valore aggiunto che deriva dalla mia lunga esperienza ospedaliera: saper valutare, scegliere e, a volte, anche saper dire di no”.
Partiamo da un intervento, che definirei di tendenza, ovvero dalla vibroliposcultura. Perché oggi è così richiesta?
“La vibroliposcultura è una tecnica evoluta che permette di rimodellare il corpo con grande precisione e rispetto dei tessuti. La differenza dalle altre tecniche sta nelle cannule sottili e vibranti che vengono utilizzate per scolpire le aree richieste, con meno trauma, più precisone e meno convalescenza. È una tecnica che utilizzo da molti anni per scolpire il corpo e per dare nuove proporzioni. Il risultato è definitivo, perché il grasso asportato non partecipa più al metabolismo e no si riforma più. Questa tecnica è utile anche nei casi di lipedema. Le pazienti spesso arrivano dicendo “faccio sport, mangio bene, ma ci sono zone che non cambiano”.
Il risultato più bello, di un intervento di chirurgia estetica, è realizzare il più possibile le aspettative della persona. Vedersi allo specchio, piacersi ed essere soddisfatti del proprio aspetto.
Come è cambiato negli anni l’approccio alla mastoplastica additiva?
È cambiato radicalmente. Oggi le donne non chiedono un seno grande, ma un seno giusto per loro. La mastoplastica additiva è una scelta molto intima, che tocca la femminilità, l’autostima e il rapporto con il proprio corpo. Ed è per questo che va affrontata con delicatezza, esperienza e grande senso di responsabilità. Il mio obiettivo è creare un seno naturale, armonioso, che accompagni la donna nella sua vita quotidiana senza essere mai protagonista. Le protesi che utilizzo sono sicure e tra le migliori in commercio, destinate ad integrarsi con il proprio corpo e durare molti anni”.
Perché la rinoplastica è considerata uno degli interventi più utili, ma anche più delicati e complessi?
“Perché il naso è il centro del volto e della nostra identità. Un piccolo cambiamento può migliorare l’armonia, ma un errore può stravolgere l’espressione. La mia esperienza ospedaliera mi ha insegnato che estetica e funzione respiratoria devono sempre procedere all’unisono. Una rinoplastica riuscita è quella che non si vede, ma si sente: più equilibrio, più sicurezza, più autostima”.
Quanto conta la sicurezza in chirurgia estetica?
“Conta tutto. Per questo ho voluto una clinica autorizzata, con standard elevati, anestesisti esperti e un team selezionato. Seguire il paziente dall’inizio al post-operatorio, senza delegare, è per me una forma di rispetto. La sicurezza non è solo tecnologia. È presenza, competenza e continuità di cura”.
Cosa direbbe a chi sta pensando a un intervento di chirurgia estetica, ma ha paura?
“La paura è normale e va ascoltata. Il primo passo non è l’intervento, ma una visita in cui il paziente si sente accolto, compreso e mai giudicato. Quando una persona esce dal mio studio, è più tranquilla, perché informata sui risultati possibili, senza promesse miracolistiche, sicura di essersi messa nelle mani di un esperto chirurgo estetico”.
Diventare più belli e armoniosi non è, se ho capito bene, solo una prospettiva di valenza estetica?
“Io dico sempre che la chirurgia estetica non ha come fine cambiare chi siamo, ma aiutarci a stare meglio con noi stessi correggendo i difetti sgraditi alla persona. Esperienza, sicurezza e umanità, sensibilità sono i valori che porto ogni giorno nel mio lavoro. Perché dietro ogni intervento c’è una persona che merita attenzione, risultati naturali e in armonia con il suo corpo. La bellezza è un insieme di simmetrie e proporzioni. La chirurgia estetica può restituire a noi stessi l’immagine più bella e segreta”.

