Intervista esclusiva di Antonello Sette a Stefano Pagano, professore associato all’Università di Perugia e Direttore del Master Universitario di primo livello sull’Articolazione Tempo-mandibolare

Professor Pagano, siamo ormai alla vigilia del secondo Master di Biomeccanica Cranio-Cervico-Mandibolare, da lei organizzato e diretto. Qual è il bilancio del Master inaugurale? Da quali consapevolezza ripartite?

“È stato un anno fantastico, pieno di soddisfazioni, testimoniate in primis dai ragazzi che hanno manifestato nei questionari un gradimento superiore al 90 per cento e dalla possibilità di installare rapporti professionali diretti fra odontoiatri e fisioterapisti in grado di continuare e consolidarsi anche dopo la conclusione del Master. Ci tengo a sottolineare, ed è motivo di orgoglio per tutti noi, che i docenti di alto profilo intervenuti si sono detti all’unisono entusiasti del clima costruttivo e solidale di questa prima esperienza, al punto di ribadire espressamente la volontà di partecipare anche al Master del 2026, che prenderà il via il prossimo 20 febbraio”.

Sono in cantiere novità importanti?

“Ci sono, innanzi tutto, importanti novità organizzative. La prima riguarda la durata dei corsi, che saranno dislocati in tre giornate consecutive, dal venerdì alla domenica. Ci saranno innesti di altri docenti di chiarissima fama internazionale, come la professoressa Maria Grazia Piancino e ci sarà la nuova possibilità offerta ai masterizzandi di seguire sedute pratiche durante l’intero arco dell’anno e mezzo del Master, dislocate nel Nord, nel Centro e nel Sud d’Italia”.

Cambierà anche il numero chiuso dei partecipanti?

“Per ragioni di ottimizzazione organizzativa abbiamo mantenuto il numero di venti persone, anche per consentire l’attività in coppia di corsista e fisioterapista. Il bando resterà aperto sino al 20 gennaio e, in caso di domande eccedenti, procederemo a una selezione sulla base dei titoli inseriti nei curricula”.

II rapporto professionale fra odontoiatri e fisioterapisti verrà ulteriormente rafforzato?

“Nel Master che aprirà i battenti il 20 febbraio 2026 sarà per la prima volta stilata una cartella clinica comune, compilata dai colleghi fisioterapisti, così da parlare in coppia la stessa lingua, dalla presa in carico del paziente e dall’esecuzione della prima visita sino al piano di trattamento e al collaudo successivo. Ci sarà anche, sempre per la prima volta, l’introduzione di un protocollo esclusivo dell’Università di Perugia, intitolato aNALISI biomeccanica integrata, dove, all’interno della dimensione interdisciplinare, vengono inserite altre figure professionali, come l’optometrista e la podologa. E c’è in vista una novità importantissima, perché nel campo vasto della tecnologia verranno, aggiunte altre strumentazioni, come il dia-BRUXO, che rafforzeranno i tentativi dello scorso anno. In pratica, al completamento del ciclo formativo ogni masterizzato avrà acquisito la possibilità di utilizzare tutte le più moderne tecnologie per arrivare prima alla diagnosi e, poi, all’individuazione della terapia più efficace”.

Che cosa ci riserva il futuro?

“Le prospettive future sono molto interessanti. Il nostro obiettivo è quello di inserire, a partire dal Master successivo a quello in cantiere, altre figure professionali e altri ambiti di riferimento, soprattutto a livello di lauree triennali, come le scienze motorie, la logopedia, le professioni sanitarie e, una volta definito il percorso universitario, anche i laureati in osteopatia”.

C’è la volontà di spaziare oltre i confini italiani?

“La creazione di rapporti internazionali sempre più vasti è una nostra concretissima ambizione. Iniziamo, già nel Master che va a cominciare, con l’Albania e con l’Egitto, consentendo agli studenti di questi due Paesi di poter seguire il nostro Master, in modalità mista, ovvero in presenza o a distanza. La riposta ha superato anche le nostre aspettative. È solo il primo passo di un processo di internalizzazione che auspichiamo sempre più esteso e profondo. L’obiettivo, a breve e a medio termine, è quello di espandere progressivamente la nostra esperienza alla stragrande maggioranza dell’Europa, grazie anche all’ausilio e alla mediazione di fatto delle personalità che sono parte integrante del corpo docente.

Sta finalmente crescendo la consapevolezza dell’importanza della Biomeccanica Cranio-Cervico-Mandibolare o persistono anacronistiche zone di resistenza al nuovo che avanza?

“In ambito deontologico ci sono state, e continuano a esserci, discussioni, anche serrate, accademiche e scientifiche su questa patologia. È ormai evidente che la tendenza vincente sia quella di un’integrazione delle figure professionali. Un terzo della popolazione adulta è affetto da problematiche riguardanti il contesto cranio-cervico-mandibolare. Ne sono coinvolti i ragazzi in crescita, gli adulti propriamente detti, gli anziani e i pazienti sottoposti a trattamento protesico. La valutazione deontologica diventa, quindi, sempre più importante e non ex post, ma prima di un trattamento qualsiasi. È una consapevolezza che fortunatamente si sta via via diffondendo. Solo Master, come il nostro, che mettono in rapporto fra loro diverse figure, permetteranno di inserire l’acquisito bagaglio delle competenze e delle valutazioni necessarie nella pratica quotidiana. Perché, volenti o nolenti, indietro non si può tornare”.

SaluteIn

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