Intervista esclusiva di Antonello Sette alla biologa nutrizionista Caterina Saccone
Dottoressa Saccone, il grasso in eccesso non rappresenta, come peraltro tutti sappiamo, anche se troppo spesso facciamo finta di non saperlo, un problema meramente estetico, dal momento che incide, anche pesantemente, sulla nostra salute…
“Il grasso corporeo non è tutto uguale. C’è il grasso sottocutaneo e quello viscerale, che è di gran lunga il più pericoloso, perché si accumula in profondità, andando ad attaccare gli organi e compromettendone le funzioni vitali. Il grasso viscerale interferisce con la funzionalità ormonale e crea infiammazione, aumentando di conseguenza il rischio di molte patologie importanti, come il diabete e le malattie cardiovascolari. Un’alimentazione ricca di cibi vegetali e poco processati può indubbiamente aiutare a prevenire e limitare questi accumuli ad alto rischio”.
Che non risparmia neppure i cosiddetti falsi magri…
“Sì, esiste una categoria di persone, catalogate come falsi magri che, pur non apparendo all’evidenza in sovrappeso, possono ugualmente essere segnati da accumuli adiposi profondi, che rischiano di aggravarsi anche perché, in assenza dell’avvisaglia dell’aumento del peso corporeo, continuano ad alimentarsi in modo squilibrato. Sono persone che hanno generalmente arti sottili e accumuli adiposi esclusivamente a livello addominale. Anche loro devono prestare attenzione alla gestione del grasso in eccesso, se non vogliono incorrere nelle stesse problematiche delle persone in sovrappeso”.
Dove si accumula il grasso viscerale?
“Il grasso viscerale si deposita solitamente al livello dell’addome. Non ha niente a che fare, per intenderci, con il grasso che si deposita sottocutaneo, come può essere quello tipico delle donne, con conformazione ginoide, volgarmente definita conformazione a pera, con l’accumulo che si concentra sui fianchi e sui glutei. Il deposito addominale è sì prevalentemente maschile, ma non risparmia neppure le donne, specificatamente quelle in menopausa che, di pari passo con il mutato assetto ormonale, modificano anche la loro struttura fisica. Le persone che hanno questa tipologia di accumulo sono facilmente identificabili a livello visivo. Il grasso viscerale forma una sorta di cuscino che avvolge tutti gli organi. Il pericolo nasce dalla possibilità che vi si infiltri, come avviene soprattutto nel fegato, ma anche nel cuore e nel pancreas, creando disfunzioni metaboliche che possono essere anche molto invasive. Il grasso viscerale è un immagazzinamento passivo di energia. È un tessuto che morfologicamente si definisce, però, attivo e che, quindi, contribuisce alla produzione di vari ormoni e molecole infiammatorie. Non è un tessuto passivamente depositato, che può provocare appesantimento e aumento di peso, ma è anche un fattore che interagisce attivamente con tutte le funzioni corporee e può, è bene ribadirlo a mo’ di avvertimento, aumentare il rischio di diabete di tipo 2, laddove favorisce la diminuzione della sensibilità all’insulina, e aumenta pericolosamente il valore di tutta una serie di parametri fondamentali, come i trigliceridi e il colesterolo, nonché l’eventualità di un ostruzione delle arterie”.
Che cosa si può fare per prevenire e contrastare i danni del grasso viscerale?
“Una dieta equilibrata può essere l’ancora di salvezza. Un regime alimentare sano non agisce solo sull’apporto calorico, laddove mangiando meno si perde peso e si scongiura, o controlla, l’accumulo di grasso, ma modifica direttamente l’infiammazione. Esistono infatti in natura tantissimi alimenti, che possono concretamente ridurre tanto l’infiammazione e mantenere stabile la glicemia”.
Che cosa in sintesi si dovrebbe mangiare?
“Ovviamente più frutta e più verdura e, poi, legumi, cereali integrali, grassi buoni come gli omega 3 contenuti nel pesce, evitando zuccheri aggiunti e carni lavorate. Prediligere queste abitudini ha un influsso benefico non solo sull’attività cardiaca e sulla glicemia, ma anche sull’insorgenza di tumori”.
Stiamo celebrando la mitica dieta mediterranea?
“La dieta mediterranea privilegia, come è noto, gli alimenti vegetali ed è fonte di grassi buoni, come quelli dell’olio d’oliva. È, senza forse, la dieta più studiata al mondo e ci sono tantissime pubblicazioni che avvalorano i suoi effetti benefici. Più fibre, più cibi integrali e, di converso, meno zuccheri aggiunti e grassi saturi, aiutano non solo a mantenere il peso corporeo in linea con i parametri ottimali, ma anche ad avere riscontri positivi a livello di analisi e verifiche strumentali. In particolare, frutta e verdura vengono definiti alimenti protettivi, perché sono ricchi non solo di fibre, ma anche di vitamine, minerali e composti antiossidanti, che possono ridurre l’infiammazione e favorire la salute cardiovascolare e cerebrale. C’è anche un effetto di fondamentale importanza sull’appetito, perché le fibre assunte aumentano la sensazione di sazietà, con la conseguente minore richiesta da parte dell’organismo di zuccheri semplici e con il controllo, che ne deriva, del peso e della glicemia, che sono strettamente correlati fra loro. Un discorso analogo sull’induzione di sazietà lo possiamo fare per i cereali integrali. Anche i legumi fonte di proteine vegetali, sono ugualmente in grado di tenere sotto controllo appetito, glicemia e colesterolo. Un’altra fonte di nutrienti sani è rappresentata dalla frutta secca e dai semi come quelli di lino e di chia che, se consumati in modica quantità, hanno anch’essi un effetto protettivo nei confronti delle patologie legate all’eccesso di grasso viscerale. In tutti i casi di accertato accumulo di grasso viscerale, mangiare bene è fondamentale in quanto parte della cura”.

