Intervista esclusiva di Antonello Sette a Giuseppe Tonini, Professore Ordinario di Oncologia Medica e Direttore UOC di Oncologia Medica presso il Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma

Professor Tonini, si è appena concluso l’evento formativo e informativo che la LILT ha organizzato a Roma sul tema della prevenzione oncologica di genere. Può tracciarci un quadro complessivo delle iniziative intraprese dalla LILT in questo ambito?

“Il convegno di Roma del 26 novembre è solo l’ultima fondamentale tappa di un percorso a vasto raggio di informazione e promozione della prevenzione oncologica di genere, primaria, secondaria e anche terziaria, che rappresenta il principale strumento di contrasto di qualsiasi tumore. In questo mese la LILT si è occupata principalmente dei tumori di genere maschile, dopo aver dedicato ottobre alla prevenzione del tumore mammario con la campagna del nastro rosa. Sappiamo che in Italia gli screening attualmente previsti riguardano entrambi i sessi per la prevenzione del tumore del colon retto attraverso l’esame del sangue occulto nelle feci e specificatamente le donne per i tumori della cervice uterina e della mammella. Purtroppo, sappiamo anche che le adesioni sono geograficamente disomogenee, con il persistente vistoso ritardo del Sud rispetto al centronord”.

Una prevenzione oncologica di questo nome non può prescindere dalla complicatissima lotta al tabagismo…

“Negli ultimi anni, a fronte di una diminuzione del numero di fumatori maschi, è sensibilmente lievitato quello delle fumatrici donne. I fumatori ostinati, uomini e donne che siano, possono, o per meglio dire tassativamente dovrebbero, sottoporsi periodicamente a una Tac a bassa risoluzione, per intercettare il tumore al polmone il più precocemente possibile”.

Se le donne hanno a disposizione screening di genere per la mammella e l’utero, per gli uomini nulla è istituzionalmente previsto per uno dei tumori più diffusi, qual è quello della prostata…

“Quello alla prostata è sicuramente il tumore ormono-dipendente più frequente nell’uomo. Non è, purtroppo, previsto, come anche lei lamenta, uno screening per tutta la popolazione maschile, ma anche per questa tipologia di tumore la prevenzione è ugualmente fondamentale, soprattutto per le categorie a rischio, quali sono quelle con alle spalle una propensione, come gli uomini con origine africana, o con un’accertata familiarità. La prevenzione di questa patologia prevede, in queste categorie a rischio, una visita urologica con esplorazione rettale e la possibilità di eseguire il dosaggio del PSA, da valutare caso per caso per evitare sovradiagnosi. L’altra grande battaglia della LILT riguarda l’HPV. L’obiettivo è quello dello sradicamento dall’Italia di questo virus. Un risultato che si può raggiungere solo attraverso la vaccinazione di massa delle ragazze e dei ragazzi tra gli 11 e i 12 anni. A questo riguardo, è fondamentale un’adeguata informazione a tutti i livelli, a partire da quello scolastico, sui rischi a cui si va incontro e sulla possibilità di prevenirli con il vaccino. L’HPV è un virus che colpisce le donne, ma può aggredire anche gli uomini. I tumori indotti dall’HPV sono quelli della cervice, dell’ano, della vagina, del pene e dell’apparato orofaringeo. Ci sono Paesi, come l’Australia e il Canada, dove grazie all’elevata copertura vaccinale il virus si sta riducendo in modo significativo. L’obiettivo italiano, che come LILT condividiamo con tutti gli altri stakeholder che oltre a noi se ne occupano, è lo sradicamento totale del virus, purtroppo rallentato dalle difficoltà nella somministrazione dei vaccini, in concomitanza con la drammatica emergenza del Covid”.

Quali altri tumori sono oggetto delle campagne formative e informative della LILT?

“Mi viene in mente, in primis, quello dei testicoli, che è il tumore più frequente nei maschi al di sotto dei 40 anni. È un tumore da cui si può guarire se lo si intercetta per tempo, ma anche in questo caso non esiste uno screening istituzionalmente programmato. Oltre all’autopalpazione, sono vivamente raccomandabili visite periodiche dallo specialista urologo per tutti i giovani che riferiscono una familiarità con questa tipologia di tumore o ne sono stati già colpiti in uno dei due testicoli. Anche su questo tema la LILT si è a più riprese mobilitata. Sarebbe importantissimo trasferire queste informazioni nelle scuole, perché, anche in questo caso, la prevenzione è un’ancora di salvezza e scelta per la vita”.

A livello comportamentale, non c’è solo l’atavica iattura del tabagismo. Ce ne è un’altra, attualissima e dilagante, rappresentata dall’abuso di alcol, che stride in modo drammatico con il corretto stile di vita e le sane abitudini alimentari, caposaldo della prevenzione primaria di qualsiasi tumore…

“La sbornia del sabato sera ormai colpisce i ragazzi e le ragazze anche al di sotto dei 15 anni, con ricoveri d’urgenza per coma etilico sempre più frequenti. Sono loro i primi a dover essere sensibilizzati, anche perché, se non si rompe in tempo la catena che li avvolge, saranno gli stessi che, una volta diventati maggiorenni, diventeranno protagonisti attivi di quegli incidenti stradali che riempiono quasi quotidianamente le pagine di cronaca del nostro tempo inquieto. Bisogna muoversi, senza ulteriori indugi. Al di là delle tragedie riferite dai media, l’alcol può essere la concausa di tante malattie e sicuramente rallenta lo sviluppo degli organi deputati, come è in primis il fegato. È dimostrato che l’abuso di alcol ha un peso specifico su molte patologie tumorali. Questo spiega, al di là delle derive comportamentali, la battaglia che la LILT sta ingaggiando contro i danni indotti da questa dannosissima cattiva abitudine”.

Non abbiamo ancora accennato ai tumori provocati o, quantomeno favoriti, da un ambiente malsano…

“È una tematica che ci sta particolarmente a cuore. La LILT sta coordinando un progetto di formazione a distanza, condiviso con altri soggetti ugualmente interessati, che si basa su lezioni dedicate all’One Health, il nuovo approccio integrato alla salute e al benessere. Esiste un’unica salute, che unisce l’uomo, l’ambiente e gli animali e tutti noi siamo chiamati direttamente in causa. Sta a ciascuno di noi, naturalmente fare la propria parte, rimuovere le cause dell’inquinamento, che sono molteplici e molto spesso sottovalutate o, addirittura, ignorate. Tutti a raccomandare di non fumare ma, per fare un esempio solo apparentemente banale, anche la cicca di sigaretta che viene gettata con nonchalance qua e là, contribuisce a un inquinamento che richiede anni per essere smaltito. Ciascuno di noi può fare qualcosa. Ci sono malattie come le zoonosi e le antropozoonosi, che a noi vengono trasmesse dagli animali ed altre che seguono il percorso inverso. L’ambiente può e deve migliorare e dipende in primis da noi. Non inquinare la terra, non inquinare le acque, non inquinare sé stessi, è questo l’imperativo categorico che deve scuotere le coscienze delle donne e degli uomini del terzo millennio. Si parla tanto di intelligenza artificiale, ma pochi ricordano che i grandi sistemi di intelligenza artificiale possono avere un’impronta di CO₂ paragonabile a quella di molti voli a lungo raggio, con un impatto ambientale non trascurabile. È una preoccupazione evidenziata nel loro congresso dagli stessi ingegneri che se ne occupano direttamente. La verità è che l’ipotesi di una intelligenza artificiale non inquinante è al momento impensabile. La LILT è impegnata in prima linea a divulgare a 360 gradi la necessità urgente di una svolta epocale”.

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