Intervista esclusiva di Antonello Sette al professor Francesco Schittulli, Presidente nazionale Lega Italiana Lotta Tumori e Senologo-chirurgo oncologo
Professor Schittulli, la LILT ha organizzato un evento, che si svolgerà a Roma il 26 novembre, dedicato alla prevenzione oncologica di genere. Un tema di estrema importanza e attualità…
“È un evento significativo, perché è il primo incontro formativo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Ed abbiamo voluto sottolineare il ruolo della prevenzione in ottica di genere. Siamo convinti che le donne possano essere il volano, anche rispetto ai maschi, sull’importanza degli schemi di prevenzione per poter vincere il cancro. La prevenzione è oggi la vera arma vincente contro i tumori. La prevenzione è già cura, la migliore cura che la persona possa adottare. Ed anche una straordinaria forma di investimento in salute e in benessere”.
Un investimento per la vita che comincia dalle buone abitudini quotidiane…
“Sì, l’investimento sulla prevenzione primaria riguarda i corretti stili di vita, che dipendono da ciascuno di noi. Mi riferisco al tabagismo, alla corretta alimentazione e al regolare esercizio fisico. A seguire, la prevenzione secondaria, rappresentata dalla diagnosi più precoce possibile. Questo perché oggi abbiamo la possibilità di poter diagnosticare un tumore in una fase talmente iniziale, da non costituire una minaccia sulla vita e sulla sua qualità. Grazie a strumenti diagnostici sempre più sofisticati, puntuali e precisi, sono intercettabili anche tumori di dimensioni piccolissime, persino millimetriche o addirittura sotto il millimetro. I tumori diagnosticati in una fase estremamente iniziale hanno un indice di aggressività e un grado di malignità, molto basso, ed il processo di metastatizzazione, ovvero la possibilità che possa estendersi ad altri organi o apparati è pressoché nullo. Questo concretamente significa che non solo il cancro è una patologia sempre più curabile, con trattamenti meno invasivi e, quindi, meno demolitivi e sempre più conservativi, ma si garantisce una più lunga e migliore qualità di vita e raggiungere il nostro obbiettivo finale: mortalità zero per cancro!”.
Con un’adeguata prevenzione la guarigione dal tumore non è più, se capisco bene, un miracolo o un miraggio?
“Il cancro è tuttavia comunemente percepito come malattia devastante e destabilizzante sotto l’aspetto fisico, psicologico, sociale ed economico. Ma è sempre più una malattia curabile, da considerare alla stregua di una malattia cronica, come l’ipertensione, il diabete, l’artrosi che, come sappiamo, non compromettono la capacità lavorativa e di vita stessa”.
C’è, però, chi il tumore lo ha scoperto in una fase conclamata…
“È quella che identifichiamo come prevenzione terziaria. Sono all’incirca quattro milioni gli italiani che hanno vissuto l’esperienza cancro e che non vanno abbandonati, ma accompagnati nel loro percorso di vita, con speranza e amore”.
L’evento della LILT sembra annunciarsi quasi come una sorta di spartiacque fra la paura e la speranza, fra la rassegnazione e la salvezza…
“Il corso informativo e formativo del prossimo 26 novembre oltre ad affrontare le sfide che ci attendono, si propone, come obiettivo, di incidere sul significato vitale dell’adesione agli screening (di prevenzione), che attualmente sono limitati ai tumori del seno, del collo dell’utero, e del colon retto, che peraltro investono la donna, però applicare lo screening anche per gli altri organi ed apparati e su questo il Ministero della Salute, Orazio Schillaci, si sta già lodevolmente attivando. Penso in primis, al tumore al polmone, che colpisce ambo i sessi”.

