Intervista esclusiva di Antonello Sette al Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè

Onorevole Mulè, venerdì 14 novembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Diabete. La data non è stata scelta a caso, perché coincide con la nascita del professor Frederick Banting, che nel 1921, insieme al suo collaboratore Charles Best, isolò per primo l’insulina, rivoluzionando la cura del diabete e salvando milioni di vite. Che cosa ha significato questa giornata per l’Italia e per lei, che sta portando avanti una battaglia per la vita, con la tenacia e la passione di chi vive la politica come una palestra di solidarietà per i più deboli e fragili…

“Celebrare la giornata del diabete per l’Italia significa raggiungere un’altra tappa, di rilevanza storica, nel percorso in itinere su come affrontare la patologia del diabete di tipo 1 ed anche quella della celiachia. L’Italia si è dotata, prima nazione al mondo, di una legge che introduce lo screening sull’intera popolazione di età compresa tra 0 e 17 anni per individuare gli anticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia ed è, conseguentemente, in grado di fare da apripista al mondo sulle modalità di ritardo e prevenzione della chetoacidosi. Completato lo studio propedeutico in quattro Regioni, Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, siamo oggi pronti ad estendere lo screening su base nazionale. Definito il percorso con la Conferenza Stato-Regioni, è di questi giorni il decreto attuativo del ministero della Salute, che diventerà operativo dopo l’approvazione entro 30 giorni di Camera e Senato. Questo vuol dire che nel 2026 partirà lo screening su tutta la popolazione pediatrica”.

In questo modo l’Italia riscrive la storia di una malattia che rappresenta un incubo per tante famiglie. La spada di Damocle sulla possibilità dei bambini e degli adolescenti di condurre la stessa vita dei loro coetanei …

 “È un traguardo storico, perché già la fase del progetto pilota ha intercettato gli anticorpi della chetoacidosi nel cinquanta per cento dei bambini destinatari dello screening. Questo vuol dire che abbiamo evitato la chetoacidosi grave, e le sue conseguenze nefaste, in un bambino su due. Un risultato davvero straordinario, che si accompagna e fa da contraltare alla conferma di qualcosa che peraltro già sapevamo. La malattia non aspetta, ma progredisce velocemente. L’Italia deve, quindi, procedere senza sbandamenti sulla strada intrapresa, assicurando alle famiglie tutto il supporto, psicologico e terapeutico, di cui hanno bisogno, e dotandole, a questo scopo, di una figura esterna di supporto. Una sfida che continueremo ad affrontare con coraggio, spirito di servizio e determinazione. Nel solco di una legge, la 130 del 2023, orgoglio dell’Italia davanti al mondo”.

SaluteIn

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