Intervista esclusiva di Antonello Sette al Presidente del Forum Risk Management in Sanità Vasco Giannotti
Presidente Giannotti, il Forum di Arezzo compie 20 anni. Un compleanno importante, che coincide con la grande ambizione di incidere sulla riforma della sanità italiana, nel frattempo passata dalle eterne buone intenzioni senza seguito alla progettualità concreta e alle prime realizzazioni. Una riforma in cammino, come è scritto nel logo della locandina che annuncia l’ormai imminente grande evento, in programma dal 25 al 28 novembre…
“È davvero un bel compleanno perché in questi vent’anni il Forum è via via cresciuto, sino a diventare un insostituibile punto di riferimento per tutti gli attori della sanità: istituzioni sanitarie nazionali e regionali, professionisti, dirigenti, manager e associazioni di cittadini. Il Forum è diventato una grande agorà, uno straordinario momento di condivisione di idee e di progetti per il miglioramento e il rilancio del sistema sanitario. Quest’anno, a partire dal titolo scelto per il Forum, “Un nuovo Sistema Sanitario – La Riforma in cammino”, vogliamo in primis sottolineare che c’è bisogno di una vera e moderna riforma, fermi come siamo alla Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale del 1978 e alla Legge Bindi sulla tutela del diritto alla salute del 1999. Il Forum sarà, quindi, la grande occasione per elaborare e condividere insieme proposte e progetti per la riforma del sistema sanitario”.
E finalmente non si parte, come tante volte era accaduto nel passato, da zero…
“Non a caso nell’intitolazione del Forum abbiamo aggiunto “La riforma in cammino”. In cammino perché, a cominciare dai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno stimolato soprattutto la riforma dell’assistenza sanitaria nel territorio, di fatto un pezzo di riforma è già in cammino. Nel Forum monitoreremo tutti i progetti del PNRR e, in particolare, metteremo a fuoco la mappa delle case e degli ospedali di comunità già funzionanti, nonché il raggio di applicazione della fondamentale novità della telemedicina, per dimostrare che, a partire da queste basi, si può proficuamente andare avanti. Con celerità, aggiungo io, perché il sistema ha negli anni accumulato punti di criticità molto evidenti, che non riguardano solo il sottofinanziamento, ma anche l’improcrastinabile innovazione organizzativa e tecnologica. Le tecnologie più avanzate e l’intelligenza artificiale possono rappresentare lo strumento capace di cambiare per davvero il nostro sistema sanitario e, in particolare, il modo di lavorare dei professionisti della sanità, a partire dai medici, ma non solo loro, i percorsi clinici e organizzativi”.
Più soldi, più innovazione, più organizzazione…
“Il Forum acquisirà e rilancerà la proposta di tutte le Regioni, di centrodestra e di centrosinistra, di allineare il nostro sistema sanitario alla media europea alzando, quindi, l’asticella dal 6,4 al 7,2-7,3 per cento del Pil, seppure in più anni, ma contemporaneamente metterà il piede sull’acceleratore sull’innovazione, di cui si avverte sempre più il bisogno”.
Quella che si ritrova ogni anno ad Arezzo è la più grande comunità in presenza dedicata alla sanità, gli Stati Generali non della sanità dei desideri astratti, ma della realizzazione dei diritti e delle sacrosante aspettative dei cittadini…
“Sarà un’agorà vastissima, unica in Italia per qualità e proporzioni. I partecipanti previsti saranno tra i 12 e i 13 mila e più di 1200 i relatori accreditati, che si confronteranno senza soluzione di continuità in dieci sale e tre tavoli di lavoro. Saranno presenti tutte le istituzioni sanitarie al massimo livello, dai ministri della Salute Orazio Schillaci e della Disabilità Alessandra Locatelli agli Assessori alla Sanità di tutte le Regioni d’Italia, che si sono già autoconvocati per una loro Commissione Salute. Il Forum è una grande comunità aperta. A tutti quelli che ci saranno chiediamo di non limitarsi ad ascoltare ma, per quanto possibile, di essere interlocutori attivi, convinti, come siamo, che non si può cambiare il sistema sanitario lasciando in disparte i suoi protagonisti e, soprattutto, i professionisti della sanità. La nostra attenzione va innanzi tutto a loro: medici, infermieri, tecnici ed operatori sanitari, impegnati negli ospedali e nelle altre strutture deputate, perché solo con le loro idee, con le loro esperienze e con la loro pratica quotidiana di lavoro possiamo raccogliere e mettere a frutto quello che serve per cambiare, per rinnovare e per rilanciare il sistema sanitario nazionale”.
Credo che ci sia bisogno anche di ritrovare le motivazioni, messe in crisi proprio dall’immobilismo e dal turbolento post Covid. Penso, ad esempio, al personale paramedico, sottopagato e, il più delle volte, poco o pochissimo valorizzato…
“Lei ha perfettamente ragione. Non a caso noi chiediamo più soldi e più risorse per tutti gli operatori del sistema sanitario, ma anche, e arrivo a dire soprattutto, una maggiore valorizzazione delle competenze e un’attenzione non superficiale alle idee e alle proposte avanzate nell’ambito della governance delle aziende sanitarie. Senza il contributo fattuale dei professionisti della sanità, che si lamentano a ragione non solo delle retribuzioni inadeguate, ma anche di essere poco valorizzati e apprezzati, credo che non si possa arrivare a una riforma efficace e condivisa. Anche su questo aspetto, non marginale, ma centrale, noi insisteremo con la massima determinazione possibile”.
La stagione drammatica del Covid non si è alla fine rivelata per gli operatori della salute quel passe-partout per vedere finalmente riconosciuta l’importanza del ruolo e della funzione esercitata, come era a tutti sembrato…
“Ci dovremmo ricordare che al tempo del Covid tutti insieme declamavamo, e sinanche urlavamo, la sanità come bene comune, la sanità come il bene al di sopra di ogni altro. Oggi, a distanza di due-tre anni, sembra che ci siamo dimenticati tutto. Io credo che è tempo di mettere la sanità in testa alle agende politiche delle istituzioni e di tutti i partiti, perché, e sarebbe ora che tutti se lo mettessero in testa una buona volta, la sanità non è né di destra, né di sinistra. La sanità è dei cittadini. L’idea del Forum di Arezzo è quella di lanciare un patto fra tutte le istituzioni e le forze politiche, che metta da parte tutte le polemiche sulla sanità. È tempo di lavorare tutti insieme per mettere in salvo un bene comune, che ci invidia non solo l’Europa intera, ma l’universo mondo”.

