Molto più di un problema estetico: le vene varicose non sono solo un fastidio visivo, ma si tratta di una manifestazione vera e propria di malattia venosa cronica che può evolversi con complicazioni serie, se ignorata. Colpiscono principalmente donne oltre i 40 anni — circa 3 milioni in Italia — e si manifestano con vene bluastre e gonfie che formano una “rete” visibile sotto la pelle. I primi sintomi comprendono dolore localizzato, sensazione di pesantezza, prurito o gonfiore unilaterale dell’arto. Se l’arto diventa teso, dolente o differente dall’altro, è il momento di rivolgersi ad uno specialista.
Ma perché compaiono? Alla base delle varici c’è spesso un reflusso venoso: le valvole interne non funzionano correttamente, il sangue ristagna e le vene si dilatano. Fattori come l’ereditarietà, periodi prolungati in piedi, sovrappeso e gravidanza contribuiscono ad accelerare il processo. Come sempre la prevenzione gioca un ruolo cruciale: controllo del peso, dieta povera di sale, attività fisica regolare (anche semplici passeggiate) sono strumenti utili per rallentare la progressione. Le calze elastiche — prescrivibili su misura — aiutano a ridurre il volume del sangue nell’arto e alleviare i sintomi.
Nei casi più complessi si ricorre a tecniche mininvasive come l’ablazione con radiofrequenza o laser, oppure metodi senza calore (meccano-chimici, colla vascolare). Questi interventi possono essere eseguiti in day hospital con recupero rapido. Se le varici si concentrano su un solo arto — in particolare quello sinistro — potrebbe trattarsi della sindrome di May-Thurner, una condizione in cui la vena iliaca sinistra viene compressa, favorendo trombosi e gonfiore cronico. In questi casi una diagnosi tempestiva è essenziale per evitare complicanze gravi.

