Un nuovo studio coordinato dal Centro Dino Ferrari dell’Università Statale di Milano e dal Policlinico IRCCS Ca’ Granda ha rivelato varianti genetiche rare in pazienti con Atrofia Muscolare Spinale (SMA), un passo avanti decisivo nella diagnosi e nella personalizzazione delle cure. Analizzando 149 pazienti affetti da SMA nel corso degli ultimi 20 anni, i ricercatori hanno trovato che in circa il 5% dei casi ci sono varianti nucleotidiche singole nel gene SMN1 associate a delezione eterozigote. Sono state inoltre identificate varianti modificatrici del gene SMN2 (tra cui la c.859G>C e la c.835-44A>G), che sembrano influenzare sia la gravità del fenotipo che la risposta alle terapie. Lo studio segnala la presenza di geni ibridi SMN1/SMN2, forme rare che spesso sfuggono agli screening neonatali standard ma che hanno una risposta clinica differenziata ai trattamenti.
Una diagnosi genetica precisa diventa cruciale per decidere quando e quale trattamento avviare: le terapie sono più efficaci, se somministrate precocemente. Le varianti rare permettono inoltre di prevedere una variabilità nel decorso della malattia: ad esempio, pazienti con varianti missense spesso presentano forme più lievi rispetto a chi ha mutazioni che distruggono completamente la funzione del gene. Lo studio evidenzia poi che alcune delle forme più “invisibili” di SMA, non rilevabili con screening tradizionali, rischiano ritardi diagnostici sostanziali, con conseguente peggioramento clinico. A questo si oppone la necessità di screening neonatali più completi e tecniche diagnostiche molecolari avanzate.
I ricercatori promuovono un approccio integrato che combini:
- metodiche quantitative come PCR real-time,
- sequenziamento diretto (Next-Generation Sequencing),
- valutazioni cliniche correlate al fenotipo per non dover attendere risultati molecolari completi quando vi è compatibilità clinica.
Tale approccio potrebbe accelerare l’inizio delle terapie nei casi sospetti, migliorando le prospettive funzionali e vitali. Dunque queste scoperte rappresentano una svolta per la SMA in Italia: identificare varianti rare significa affinare la diagnosi, anticipare l’intervento e calibrare le terapie sulla base del profilo genetico individuale. Con le terapie avanzate oggi disponibili, minima perdita di tempo nella diagnosi si traduce in un miglioramento concreto degli esiti. Il prossimo obiettivo è garantire l’accesso equo a screening molecolari completi e a trattamenti personalizzati per tutti i pazienti che ne possano beneficiare.
Se vuoi, posso preparare anche un box tecnico con le varianti individuate, le modalità diagnostiche e le implicazioni pratiche per i clinici.

