La medicina è tra le scienze che nei secoli ha realizzato enormi progressi. La ricerca scientifica sembra non avere limiti ed il suo orizzonte è senza confini. Un presupposto che apre a tante speranze per la cura di malattie che ad oggi sembrano ancora impossibili da sconfiggere. In questo senso l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli rappresenta una vera eccellenza nel panorama italiano ed internazionale, tanto che ben 13 ricercatori di questo ospedale figurano nell’elenco degli scienziati più influenti al mondo. Ne parliamo con il direttore generale, Attilio Bianchi, in questa intervista.

 I ritardi e la mancata prevenzione nei 3 anni di pandemia hanno causato un aumento di tumori in Italia, dal 2020 ad oggi, di ben 114mila casi. Come dobbiamo interpretare questi numeri, diffusi di recente dal Ministero della Salute?

In un convegno circa due anni fa, dunque in pieno Covid, ebbi a dire “La prossima pandemia sarà il cancro“, proprio in riferimento al crollo degli screening in conseguenza del dirottamento sull’assistenza Covid della gran parte degli operatori e anche a causa delle oggettive difficoltà connesse. E aggiungevo, forse con una punta di polemica, che quando ogni sera alle 18 ci presentavano quella liturgia del numero dei decessi da virus, tra i 600 e gli 800 al giorno, nessuno al contempo faceva notare che in quello stesso giorno, ogni giorno dell’anno, morivano e continuano a morire nel nostro paese 1000 persone di cancro. Ecco, se fossero stati resi noti anche quegli altri numeri, forse la sensibilità sulla prevenzione avrebbe fatto un passo avanti. Il cancro ogni anno al mondo ci costa, secondo le statistiche, tra 10 e più di 13 milioni di morti l’anno: la variabilità è dovuta al fatto che non tutti i paesi diffondono i dati epidemiologici; ma in ogni caso si tratta di numeri così alti che, se fossero stati relativi ad esempio ad una guerra, sarebbero stati presenti ogni istante su tutti i giornali del mondo, cartacei ed online.

Alla luce di questo quadro davvero preoccupante, cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo?

Il cancro è GIÀ da tempo una pandemia, un fenomeno di dimensione planetaria, solo che purtroppo questa che io considero davvero “una guerra”, ciascuno se la combatte nel proprio reparto, nel proprio istituto o addirittura nel proprio ambulatorio e così il dato complessivo in qualche modo si perde. Sono fortemente convinto che non ci si possa opporre ad un’emergenza mondiale nella solitudine di un ambulatorio. Bisogna innanzitutto ragionare in logica di Rete, locale, regionale, sovraregionale, nazionale e oltre. E poi è necessario individuare risorse per rilanciare su prevenzione e diagnosi precoce. Già adesso nei nostri ambulatori registriamo diagnosi di malattia molto avanzata, quindi dobbiamo attrezzare i nostri servizi ad accogliere nel breve/medio periodo molti più pazienti, molti più malati. Vanno individuati modelli avanzati per raggiungere le popolazioni; il Covid ci ha in fondo insegnato che molte delle vecchie categorie vanno superate da architetture gestionali più flessibili. Presso il nostro Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli abbiamo un motto: 1+1=3 perché quando c’è la sinergia, il risultato è superiore alla somma delle parti. Se indaghiamo più su quello che ci unisce piuttosto che su quello che ci divide, potremo con rinnovato slancio riprendere la nostra azione.

Proprio il vostro Istituto è da sempre uno degli Istituti maggiormente all’avanguardia: quanto è di supporto l’innovazione tecnologica nel combattere i tumori che, ancora oggi, sono tra le principali cause di morte?

L’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli è una struttura di ricerca e assistenza per la patologia oncologica. L’innovazione è per noi il driver fondamentale di tutte le nostre scelte strategiche: la nostra ricerca è di tipo traslazionale, che nasce per il trasferimento contestuale dei risultati direttamente al paziente. Diagnostica avanzata, robotica, cyberknife, tomoterapia e medicina nucleare sono al centro della nostra mission. A queste terapie si aggiungerà presto, entro i prossimi due anni, anche la Proton terapia con l’obiettivo di utilizzare tutto il contributo che l’innovazione tecnologica può garantire al fine di incrementare il valore aggiunto delle prestazioni che siamo in grado, ogni giorno, di offrire ai pazienti che bussano alla nostra porta. Senza tralasciare la dimensione della innovazione organizzativa, forse meno evidente e “pubblicizzata” rispetto all’innovazione tecnologica, non meno importante invece. Noi ci siamo organizzati in “dipartimenti d’organo”, per cui nel nostro istituto chi fa seno vede solo seno, chi si interessa di polmone o prostata, vede solo polmone o prostata tanto sul piano oncologico medico che chirurgico. Questo discorso viene esteso anche ai servizi di supporto quali ad esempio anatomia patologica, radioterapia; aver recuperato la trasversalità nei Gruppi Oncologici multidisciplinari ci ha permesso da un lato di ottenere valori incrementali di competenze distintive da iper specializzazione, dall’altro l’opportunità di osmosi delle competenze stesse attraverso la condivisione del PDTA per ogni singolo paziente. Questa è la nostra vision.

Concluderei ricordando che nell’elenco degli scienziati più influenti al mondo ben 13 fanno parte dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli: quanto vi inorgoglisce questo risultato e quanto rappresenta un ulteriore sprone a fare sempre di più?

Giusto il tempo per una sincera esplosione di orgoglio, generata dell’importanza del dato, questo è un importante riconoscimento per i nostri ricercatori, che li ripaga di tanto impegno profuso in mezzo a tante difficoltà, legate alla scarsità dei finanziamenti, alla precarietà ancora purtroppo preste, all’incertezza sul futuro. Ma al di là dell’ubriacatura momentanea per questi dati, che certamente ci rendono molto soddisfatti, torniamo subito e tutti a ragionare sul futuro. Innanzitutto perché quello che conta, una volta raggiunto l’obiettivo, è mantenerlo e consolidarlo. E poi perché, tutti insieme, collaboriamo per migliorarci sempre.

SaluteIn

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