Intervista esclusiva di Antonello Sette a Riccardo Caccialanza, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione e delle Tecniche Dietetiche Applicate all’Università di Milano e Direttore SC Dietetica e Nutrizione Clinica Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Dipartimento di Oncologia
Professor Caccialanza, la vitamina B12 è un bene prezioso che va salvaguardato, come un compagno di viaggio di cui non possiamo mai fare a meno…
“La vitamina B12 è un nutriente essenziale che esercita per l’organismo umano funzioni fondamentali, non solo per la formazione di globuli rossi adeguati dal punto di vista funzionale e strutturale, ma anche per la salute del sistema nervoso e la composizione della mielina. Ha, inoltre, un ruolo in diversi passaggi biochimici e nella sintesi del DNA. Per tutte queste ragioni è un fattore chiave per il mantenimento dello stato di benessere dell’uomo”.
Come viene assorbita?
“L’assorbimento della vitamina B12 è un processo complesso. Nello stomaco la vitamina B12 viene liberata dalle proteine alimentari; nel duodeno si lega al Fattore Intrinseco, prodotto dalle cellule parietali gastriche. Il complesso vitamina B12–Fattore Intrinseco viene quindi assorbito principalmente nell’ileo terminale. Una volta assorbita, la vitamina B12 passa in circolo legata soprattutto alla transcobalamina II e viene distribuita ai tessuti. Una quota rilevante è immagazzinata nel fegato, con riserve corporee dell’ordine di alcuni milligrammi. È quindi l’integrità della funzione gastrica, pancreatica e ileale a essere fondamentale per un adeguato assorbimento della vitamina B12”.
È una vitamina che può fare la differenza nel sottile margine che intercorre fra salute e stato patologico…
“È una vitamina idrosolubile che, a differenza di molte altre vitamine idrosolubili, dispone di consistenti riserve corporee, prevalentemente epatiche. Tali riserve, dell’ordine di alcuni milligrammi, possono ritardare per anni la comparsa dei segni clinici della carenza. Per questo, quando compaiono i sintomi, il deficit di vitamina B12 può essere presente da tempo. L’aumento dell’omocisteina può rappresentare un indicatore metabolico di carenza di vitamina B12, ma non è specifico; nei casi dubbi, l’acido metilmalonico rappresenta un marker più specifico”.
Chi rischia le conseguenze della carenza di vitamina B12?
“Le persone che seguono una dieta vegana rappresentano una delle categorie a maggior rischio, in assenza di un’adeguata supplementazione o del consumo regolare di alimenti fortificati. La vitamina B12 è infatti presente naturalmente soprattutto negli alimenti di origine animale, come carne, pesce, uova, latte e derivati. Ci possono essere, inoltre, carenze legate a scarso apporto alimentare e malnutrizione. Patologie gastriche, in particolare la gastrite atrofica, possono ostacolare il corretto assorbimento della vitamina B12. L’anemia perniciosa è una malattia autoimmune caratterizzata da autoanticorpi diretti contro il Fattore Intrinseco e/o le cellule parietali gastriche, con conseguente riduzione dell’assorbimento della vitamina B12. Anche l’assunzione prolungata di metformina può ridurre i livelli di vitamina B12. Altri fattori di rischio comprendono l’insufficienza pancreatica, le patologie dell’ileo terminale come il morbo di Crohn, la celiachia, l’età avanzata, la chirurgia bariatrica e gli interventi di resezione gastrica o ileale. Sono tutte condizioni nelle quali è importante valutare lo stato della vitamina B12, così da identificare e trattare precocemente un’eventuale carenza prima che compaiano conseguenze cliniche rilevanti”.

