In Italia il carcinoma mammario resta il tumore più diffuso tra le donne, con oltre 53mila nuove diagnosi all’anno. L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE) ribadisce l’importanza dei controlli periodici e chiarisce: le protesi mammarie non ostacolano gli esami diagnostici come mammografia ed ecografia.

Milano, 13 ottobre 2026 – In occasione dell’Ottobre Rosa, il mese internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tumore della mammella, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica rinnova il proprio impegno al fianco delle donne promuovendo un messaggio fondamentale: la prevenzione e la diagnosi precoce salvano la vita.

Secondo gli ultimi dati ufficiali dei Registri Tumori Italiani*, il carcinoma della mammella si conferma la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile in Italia, con circa 53.686 nuovi casi stimati. Tra i principali fattori di rischio figurano l’età, i fattori ormonali, l’aderenza a corretti stili di vita, la familiarità ed ereditarietà, oltre a precedenti displasie o radioterapie toraciche. Tuttavia, la ricerca e la prevenzione offrono prospettive sempre più incoraggianti: quando il tumore è trattato precocemente la sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi supera oggi il 90%.

Nonostante i programmi di screening nazionale registrino un progressivo miglioramento della copertura – attestandosi su un’adesione corretta del 58,4% secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Nazionale Screening**–, AICPE sottolinea l’importanza di non abbassare la guardia.

Il ruolo della chirurgia plastica e delle protesi mammarie

Un tema di particolare rilevanza riguarda le donne che si sono sottoposte a interventi di chirurgia plastica estetica o ricostruttiva alla mammella. AICPE desidera rassicurare e informare correttamente: la presenza di protesi mammarie non riduce la capacità della normale diagnostica per immagini di individuare eventuali neoformazioni. Le donne con protesi devono eseguire i controlli di routine, seguendo esattamente gli stessi protocolli e tempistiche previsti per chi non le ha, avvalendosi di ecografia e mammografia digitale.

«La prevenzione è fondamentale per tutti i tumori, ma per l’elevata incidenza del carcinoma mammario nella donna, la lotta contro il cancro della mammella è un obiettivo importantissimo per la sanità pubblica e per ognuno di noi, anche noi uomini, perché tutti abbiamo a cuore una donna», dichiara il Dott. Egidio Riggio, Vicepresidente AICPE e chirurgo plastico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori. «L’autopalpazione è senz’altro utile affinché ogni donna impari a conoscere il proprio corpo e a riconoscere eventuali alterazioni, ma non può bastare. In primo luogo perché la maggior parte dei noduli palpabili si rivela benigna; in secondo luogo perché, in caso di un tumore maligno, al momento della palpazione potrebbe trovarsi già in uno stadio avanzato. Cosa vuol dire allora prevenire e qual è il vero messaggio della campagna Ottobre Rosa? È quello di sensibilizzare ogni donna a effettuare un esame diagnostico annuale accompagnato da una visita senologica specialistica e il consiglio è identico per le donne che abbiano effettuato interventi di mastoplastica», conclude il Dott. Riggio.

Il Protocollo di Prevenzione Senologica per Fasce d’Età

Sulla base delle raccomandazioni scientifiche del Ministero della Salute, dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e della Fondazione Umberto Veronesi, la prevenzione senologica può seguire un percorso ben definito e differenziato a seconda dell’età:

  • Dai 20 ai 30 anni: È consigliata l’autopalpazione mensile per apprendere la conoscenza del proprio corpo e notare eventuali cambiamenti strutturali. In assenza di familiarità o sintomi, gli esami strumentali non sono previsti di routine.
  • Dai 30 ai 40 anni: Si raccomanda di affiancare all’autopalpazione una visita senologica annuale integrata da un’ecografia mammaria. L’ecografia è l’esame d’elezione per le donne sotto i 40 anni, fascia d’età in cui il tessuto mammario è generalmente più denso (e quindi meno interpretabile con la radiografia) e in cui l’incidenza del tumore è inferiore.
  • Dai 40 anni in poi: È raccomandata l’esecuzione della mammografia con cadenza regolare (annuale o biennale), che rappresenta il pilastro dello screening mammografico. Può essere integrata dall’ecografia mammaria in caso di seni densi e anche dalla visita senologica.
  • Dai 50 ai 69/74 anni: si tratta della fase di massimo rischio, in cui è fondamentale aderire ai programmi di screening mammografico gratuito previsti dal Servizio Sanitario Nazionale (generalmente con frequenza biennale).
  • In caso di alta familiarità o mutazioni genetiche (es. BRCA1/BRCA2): Il protocollo deve essere personalizzato fin dai 25 anni di età o comunque 10 anni prima rispetto all’età di insorgenza del tumore nel parente più giovane.
  • AICPE conferma il proprio impegno nel promuovere una Chirurgia Plastica Estetica sempre più sicura, etica e trasparente e invita tutte le donne che abbiano affrontato interventi di mastoplastica a seguire in totale serenità i protocolli di prevenzione.

Fonti consultabili online:

*rapporto ‘I numeri del cancro in Italia 2025’ scaricabile dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità EpiCentro – L’epidemiologia per la sanità pubblica Registri Tumori in Italia
** La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2025 | Osservatorio Nazionale Screening
*** https://www.salute.gov.it/new/it/tema/tumori-e-screening/screening-il-cancro-del-seno/

L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima e più grande in Italia dedicata esclusivamente alla Chirurgia Plastica Estetica, è riconosciuta come tale dal Ministero della Salute e inserita nel novero delle Società Scientifiche Italiane. Ad AICPE è stata conferita Personalità Giuridica ETS ed è iscritta nel Registro Unico Nazionale Del Terzo Settore – D. Lgs. del 3 luglio 2017 n. 117. È nata nel settembre 2011 con lo scopo di promuovere la formazione e la pratica in chirurgia plastica estetica favorendo uno scambio di conoscenze tra i chirurghi qualificati.  È gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), con l’International Society for Aesthetic and Plastic Surgery (ISAPS) con la European Association of Society of Aesthetic and Plastic Surgery (EASAPS), con la Société Française des Chirurgiens Esthétiques Plasticiens (SOFCEP) e con L’Asociaciòn Argentina de Cirugia Estetica (AACE). Ad AICPE hanno aderito oltre 700 chirurghi in tutta Italia. Membri di AICPE possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in Chirurgia Plastica Estetica, che aderiscono ad un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. Scopo di AICPE è tutelare Pazienti e Chirurghi Plastici disciplinando l’attività professionale, rappresentare i Chirurghi Plastici Estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e promuoverne la preparazione culturale e scientifica. 

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