Anche quest’anno, SaluteIn ha avuto l’onore di essere il Media Event Partner esclusivo dell’ 13 Congresso Nazionale AICPE.


Dott. Paolo Vittorini – Presidente AICPE

Per me è un onore essere stato eletto Presidente della più importante Società di Chirurgia Estetica Italiana, la più grande anche a livello Europeo. Non si diventa AICPE dall’oggi al domani, ma grazie ad anni di rapporti con colleghi e istituzioni; il mio obbiettivo è continuare a mantenere lo scambio scientifico a livelli sempre più alti e promuovere il respiro internazionale di AICPE. Ringrazio il precedente Presidente, prof. Roberto Bracaglia, per aver tracciato la strada e intendo proseguire il suo lavoro rendendo AICPE una vera e propria scuola di chirurgia in grado di accogliere i talenti dei chirurghi di domani.


Prof. Roberto Bracaglia – Past President AICPE


Il valore distintivo del 13° congresso AICPE risiede nella qualità dell’aggiornamento continuo, che offriamo ai nostri Soci nel corso di tutto l’anno. Cerchiamo di coinvolgere sempre relatori internazionali che siano i massimi esperti nella loro disciplina e quest’anno abbiamo voluto approfondire ogni aspetto della chirurgia plastica ma anche della medicina estetica, complemento naturale del percorso chirurgico. La sicurezza ha un ruolo centrale per AICPE ed è legata a molti fattori, ma un chirurgo qualificato è in grado di garantire risultati stabili e soprattutto di gestire eventuali complicanze. La chirurgia estetica non può essere praticata da persone non qualificate e da sempre AICPE sostiene, anche presso le istituzioni, l’importanza della qualifica e della preparazione di chi pratica la chirurgia estetica.

Dott. Egidio Riggio – Vicepresidente AICPE

Il rimodellamento corporeo è un argomento molto esteso: ultimatamente le tecniche più richieste sono quelle non invasive realizzate con tecnologie, come radiofrequenze e ultrasuoni. Questi trattamenti si possono anche abbinare alla chirurgia, in grado di rimodulare i volumi corporei, sottraendo il tessuto adiposo in eccesso. Nella fase post gravidanza, per esempio, il mommy makeover è il rimodellamento più richiesto e coinvolge molte zone del corpo e tecniche diverse. Per quanto riguarda invece il rimodellamento del gluteo esistono diverse opzioni ed è possibile scegliere nuove tecniche come i fili elastici permanenti con anima in silicone: vengono inseriti con piccole incisioni, e modellano il gluteo in modo armonico, donando un risultato duraturo e stabile.


Dott. Ernesto Maria Buccheri – Segretario AICPE

La diversificazione delle tecniche in chirurgia della mammella ci permette oggi di personalizzare al massimo il percorso operatorio, per garantire gli obiettivi estetici migliori per ciascuna paziente. Non esiste una tecnica che funziona per tutte, è importante l’analisi accurata del caso clinico per indirizzare il chirurgo nella scelta della tecnica migliore. Gli standard di sicurezza che AICPE da sempre persegue sono un punto fondamentale: io propongo sempre alle pazienti che affrontano per esempio un intervento di mastopessi un giorno di ricovero in clinica, in modo da essere certo di trovarci nel luogo giusto in caso di imprevisti, per poterli gestire nel modo migliore.


Dott. Alessandro Gualdi – Tesoriere AICPE


Nel ringiovanimento facciale l’approccio oggi è quello di cercare risultati naturali e armoniosi. Nonostante i social propongano risultati eccessivi, le tecniche di cui discutiamo nei nostri congressi sono tutte studiate per regalare risultati stabili e naturali. La base è sempre l’anatomia, perché il viso è un distretto delicato e complesso e, per esempio, nel lifting profondo è fondamentale scegliere tecniche sicure e con un recovery time molto limitato. Chi arriva alla chirurgia lo considera spesso un approdo finale dopo lunghi percorsi di medicina estetica, ma se eseguita da professionisti seri e preparati la chirurgia del volto garantisce risultati stabili e sicuri.


Dott. Pierluigi Canta – Consigliere AICPE


Attraversiamo una fase di transizione per quanto riguarda il trattamento del terzo medio superiore del volto e della zona perioculare. Siamo passati negli anni passati dal concetto di ringiovanimento all’eccessiva volumizzazione. Oggi stiamo vedendo un ritorno alla mini-invasività sia in chirurgia che in medicina estetica, e questi distretti del volto vengo trattati oggi ricorrendo alla chirurgia endoscopica o mini invasiva. Si tratta di tecniche che non solo minimizzano le incisioni, ma permettono di lavorare sui volumi riposizionandoli, evitando eccessive trazioni e garantendo un risultato estremamente naturale.


Dott. Luca Cravero – Probo Viro ACIPE


Il trend più diffuso rispetto al lifting è quello di preferire tecniche mini-invasive con tempi di recupero più rapidi del lifting tradizionale, come ad esempio i fili di trazione. I fili di trazione permanenti hanno un’anima rigida e si possono introdurre nel piano del lifting chirurgico profondo con una tecnica che ho chiamato HDS trade lifting. Creano una trazione dei tessuti verso l’alto senza taglio chirurgico o con un taglio molto limitato. Questo riduce molto i tempi di discomfort del paziente. L’importante è affidarsi sempre a un professionista iscritto a una società scientifica come AICPE, preferendo una scelta consapevole, non guidata da offerte trovate sui social media.


Dott. Gabriele Muti – Consigliere AICPE


La medicina estetica ha un ruolo ormai importante nella nostra professione perché è complementare alla chirurgia. La maggior parte dei chirurghi estetici pratica anche la medicina estetica e spesso il paziente inizia con la medicina estetica per arrivare poi all’intervento chirurgico. Oppure può accadere che dopo un lifting ben riuscito, per lavorare sulla qualità della pelle, sia utile per il chirurgo ricorrere alla medicina estetica. Il 90% dei pazienti di chirurgia ricorrono anche alla medicina estetica e sempre più spesso cercano un approccio combinato, ovvero un percorso di miglioramento che comprende chirurgia plastica, dermatologia e trattamenti estetici.


Dott.ssa Barbara Cagli – ex Consigliera AICPE


Le donne subiscono molti cambiamenti con il passaggio del tempo, ecco perché la mastoplastica secondaria non deve essere considerata una sconfitta, ma un intervento legato a fattori fisiologici. Va sfatato anche il mito che le protesi vadano cambiate dopo dieci anni, in realtà le pazienti devono sempre salvaguardare prima di tutto la salute del proprio seno con ecografia e mammografia. Quando hanno una protesi è però consigliata anche una risonanza magnetica dopo qualche anno, per tenere sotto controllo lo stato degli impianti. La prima visita è il momento più importante per informare le pazienti sul percorso da affrontare insieme al professionista che scelgono, trovando il giusto equilibrio tra medico e paziente.

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