Intervista esclusiva di Antonello Sette a Giuseppe Magliulo, professore ordinario di Otorinolaringoiatria alla Sapienza di Roma
Professor Magliulo, che cosa è e perché è importante la tuba di Eustachio?
“La tuba di Eustachio è il condotto che unisce il rinofaringe all’orecchio medio. Serve a veicolare una quantità d’aria, più o meno abbondante, dal naso all’interno dell’orecchio medio. È scientificamente accertato che una buona capacità uditiva presuppone la presenza di aria all’interno dell’orecchio medio e della mastoide. Non a caso, quando noi siamo affetti da un raffreddore o siamo vittime di processi infettivi nasali, abbiamo la sensazione della chiusura dell’orecchio. Questo accade perché la infiammazione del naso e conseguentemente della tuba d’ Eustachio blocca l’arrivo di aria all’orecchio medio e alla mastoide”.
La tuba di Eustachio mantiene caratteristiche anatomiche omogenee a tutte le età?
“La tuba di Eustachio dei bambini è diversa da quella degli adulti, con angolazioni differenti. In età pediatrica, la sua angolazione è minore favorendo il passaggio dei processi infettivi dal naso all’orecchio medio determinando conseguenze di varia natura ed entità, il cui primo elemento è rappresentato dall’abbassamento dell’udito per la presenza di catarro”.
Come si può capire se la tuba di Eustachio presenta delle anomalie e come eventualmente si può intervenire per sanarle?
“Esistono diverse tecniche diagnostiche, capaci di valutare la funzionalità della tuba di Eustachio, fra cui la timpanometria e la più recente, moderna e sofisticata tubometria.
Il trattamento delle patologie inerenti alla tuba di Eustachio è essenzialmente medico. Si utilizzano antibiotici, associati o meno ad altri farmaci di tipo cortisonico e/o fluidificanti, con l’obiettivo di trattare l’infiammazione della tuba di Eustachio e, conseguentemente, di facilitare il ripristino dell’arrivo di aria all’interno dell’orecchio medio.
C’è, però, una interessante novità. La ricerca scientifica e tecnologica ha messo a disposizione degli otorinolaringoiatri, chiamati a curare le patologie della tuba di Eustachio, un’ulteriore possibilità che si aggiunge all’armamentario terapeutico già in loro possesso. La novità consiste nell’ intervento di tuboplastica. Una metodica volta ad allargare la tuba d’Eustachio con un palloncino contenente acqua e a favorire, conseguentemente, il passaggio dell’aria dal naso all’orecchio medio, ristabilendo la normale funzionalità della tuba e dell’intero sistema rappresentato da naso, orecchio medio e mastoide”.
Un palloncino dagli effetti terapeutici quasi miracolosi…
“La tuboplastica utilizza un sistema che dilata la tuba d’Eustachio con un palloncino riempito di acqua. È una tecnica molto simile a quella che già si utilizza per allargare le coronarie in pazienti affetti da patologie cardiologiche. Il palloncino si applica per due minuti, con una pressione che va da 10 a 12 millimetri di acqua. Ciò determina l’allargamento della tuba d’Eustachio, con la stessa modalità che avviene quando a essere dilatate sono le arterie coronariche con l’intervento di angioplastica che ne ripristina il normale flusso sanguigno”.

