Intervista esclusiva di Antonello Sette a Giacomo Isernia, Dirigente Medico in Chirurgia Vascolare presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia

Dottor Isernia, la scorsa settimana l’Azienda Ospedaliera di Perugia ha ospitato un evento formativo di grandissima attualità. Qual è stato il focus dell’iniziativa?

“Il workshop era incentrato sulle arteriopatie degli arti inferiori, con una particolare attenzione all’ischemia critica che, come sappiamo, rappresenta lo stadio finale di questa patologia, con i pazienti che corrono rischi gravi e gravissimi per le complicanze collegate alla vitalità degli arti inferiori. Nel dettaglio, abbiamo esaminato le potenzialità e i vantaggi della nuova tecnica, che si fonda sull’utilizzo della anidride carbonica per la fase arteriografia e lo studio dell’albero vascolare dei nostri pazienti”.

Quali sono, nello specifico, le principali caratteristiche di questa tecnica innovativa, che non è azzardato definire rivoluzionaria?

“Queta nuova tecnica consente di ottenere immagini comparabili con quelle conseguite con la procedura tradizionale basata sul contrasto iodato, scongiurando, però, alla radice, tutti i rischi che comportava quello standard, dalle reazioni allergiche al peggioramento, anche radicale, della funzionalità renale. Si è aperta una nuova frontiera molto interessante, soprattutto considerando che i nostri pazienti sono il più delle volte anche diabetici, arteriopatici, con molto spesso problematiche aggiuntive di insufficienza renale e, talvolta, addirittura già sottoposti a dialisi”.

Stop, dunque, ai rischi precedentemente inevitabili?

“La nuova frontiera dell’angiografia con CO2 riduce notevolmente i rischi e migliora sensibilmente gli effetti e i risultati delle procedure”.

Il sistema che utilizza come mezzo di contrasto l’anidride carbonica ha soppiantato in toto quello iodato?

“Il nuovo sistema è ormai routine ordinaria presso la struttura ospedaliera, dove lavoro, diretta dal dottor Massimo Lenti. In alcuni casi riusciamo a utilizzarlo per tutta la fase operatoria, in altri per l’ottanta e novanta per cento, annullando quindi, o almeno riducendo al minimo, la quota di contrasto iodato utilizzata nelle nostre procedure”.

È una svolta epocale?

“È una svolta di grande importanza, strettamente collegata all’innovazione tecnologica e, da ultimo, alla sopraggiunta presenza di dispositivi di iniezione automatica, che rendono tutto molto semplice e facilmente fruibile, con riscontri molto positivi anche a livello della resa delle immagini. È il futuro che rompe con il passato e mette a disposizione della classe medica uno strumento non solo affidabile, ma anche talmente innocuo da poter essere utilizzabile anche da chi altrimenti, a causa della propria condizione clinica rischierebbe danni gravi e, sinanche irreparabili”.

SaluteIn

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