Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS) negli ultimi due anni c’è stato un incremento significativo delle operazioni tradizionali come il lifting delle palpebre, il facelift e la rinoplastica, con una crescita che supera il 15% rispetto al 2023. Questo fenomeno non è guidato solo dalla vanità: la crescente esposizione a videochiamate, social media e filtri digitali ha reso le persone più consapevoli del proprio aspetto, stimolando una forma di self-care estetica in cui l’obiettivo è sentirsi bene con sé stessi e migliorare la fiducia in contesti sociali e professionali.

La blefaroplastica, ad esempio, è diventata uno degli interventi più richiesti tra i 25 e i 40 anni, non solo per correggere cedimenti cutanei o borse sotto gli occhi, ma per “ringiovanire” lo sguardo e armonizzare i lineamenti in modo naturale. Anche i facelift mini-invasivi, combinati con tecniche rigenerative come il lipofilling o i trattamenti con cellule staminali, offrono risultati visibili senza eccessiva invasività e con tempi di recupero più brevi.

Nonostante la crescente popolarità, gli esperti sottolineano l’importanza di affidarsi a professionisti certificati, valutare attentamente i rischi e avere aspettative realistiche. Le chirurgie tradizionali, seppur consolidate e sicure, rimangono procedure mediche complesse che richiedono competenze elevate, pianificazione accurata e follow-up post-operatorio. L’aumento delle chirurgie tradizionali riflette una nuova cultura della bellezza consapevole, dove il bisturi diventa uno strumento non solo estetico, ma anche psicologico, per aiutare le persone a sentirsi più sicure, armoniose e protagoniste della propria immagine.

SaluteIn

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