La prevenzione oncologica non è uguale per tutti. Le differenze biologiche, ormonali e comportamentali tra uomini e donne incidono infatti in maniera significativa sul rischio di sviluppare alcuni tumori, sulla risposta ai trattamenti e persino sui sintomi iniziali. Per questo, negli ultimi anni, si parla sempre più di prevenzione oncologica di genere, un approccio personalizzato che mira a migliorare diagnosi precoce e sopravvivenza.
Per le donne, i tumori più diffusi restano mammella, colon-retto e polmone. Fondamentali sono gli screening gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale:
- Mammografia ogni due anni tra i 50 e i 74 anni (con molte regioni che la offrono anche dai 45).
- Pap-test o HPV-test per il tumore del collo dell’utero, da eseguire regolarmente dai 25 ai 65 anni.
- Screening colon-retto, rivolto a uomini e donne dai 50 ai 74 anni.
- A questi si aggiungono campagne di sensibilizzazione per riconoscere precocemente alterazioni del seno, cambiamenti mestruali sospetti o segnali legati al tumore ovarico, ancora oggi tra i più difficili da diagnosticare.
Per gli uomini, i tumori più frequenti sono prostata, polmone e colon-retto. Nonostante la diffusione del tumore alla prostata, molti uomini tendono a sottovalutare i controlli:
- Dosaggio del PSA e visita urologica sono raccomandati dopo i 50 anni, o prima se ci sono familiarità.
- Lo screening per colon-retto, come per le donne, resta cruciale dopo i 50 anni.
- La prevenzione del tumore del polmone è un tema forte nei maschi, storicamente più esposti al fumo, anche se il divario sta diminuendo.
A incidere non sono solo i fattori biologici: stili di vita e abitudini hanno un ruolo decisivo. Le donne aderiscono di più agli screening, con percentuali superiori del 10–20% rispetto agli uomini. Gli uomini registrano tuttora una maggiore esposizione a fumo, alcol e lavori a rischio, fattori che aumentano l’incidenza di tumori respiratori e gastrointestinali. L’obesità e la sedentarietà colpiscono entrambi i sessi, ma con effetti diversi: nelle donne, per esempio, il sovrappeso aumenta in modo significativo il rischio di tumore al seno in post-menopausa.
Per il prossimo futuro la ricerca sta aprendo la strada a una prevenzione sempre più su misura grazie a programmi di screening basati su profilo genetico e familiarità; tecniche diagnostiche innovative, come TC a basso dosaggio per la prevenzione del tumore al polmone, soprattutto in fumatori o ex fumatori; percorsi clinici differenziati che considerano ormoni, metabolismo e risposta immunitaria, spesso molto diversi tra uomini e donne. Uno dei nodi centrali resta la cultura della prevenzione. Le campagne di sensibilizzazione stanno cercando di superare tabù, reticenze e differenze culturali che ancora ostacolano la partecipazione ai controlli periodici.

