In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte, con circa 220mila decessi l’anno. Un dato che merita l’attenzione di tutti, soprattutto se si considera che l’80% di questi casi potrebbe essere evitato grazie alla prevenzione e a corretti stili di vita. Oltre ai nemici già noti come fumo, sedentarietà e obesità, non bisogna trascurare alcuni parametri davvero importanti come i valori che riguardano i trigliceridi, la pressione arteriosa e la glicemia.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 44% negli uomini e del 32% nelle donne nel nostro Paese soffre di pressione alta e il 43% è in sovrappeso o affetto da obesità: due fattori di rischio che, se non monitorati, possono aumentare la probabilità di complicazioni cardiovascolari. In particolare colesterolo è un grasso fondamentale per l’organismo: serve a produrre ormoni e a formare le membrane cellulari. Una parte viene prodotta dal fegato, un’altra introdotta con l’alimentazione. Tuttavia, un eccesso di colesterolo LDL – o cosiddetto “cattivo” – può accumularsi nelle arterie e favorire aterosclerosi o infarti.
Altri segnali apparentemente non correlati sono invece veri e propri campanelli d’allarme: tra gli altri la parodontite, dato che le malattie gengivali croniche non riguardano solo i denti, ma anzi studi recenti hanno dimostrato un legame con un aumento di rischio cardiovascolare. Lo stress cronico è un altro nemico del cuore per il rilascio continuo di cortisolo ed adrenalina che affaticano i vasi sanguigni; attenzione poi alle apnee notturne, che provocano carenza di ossigeno, alle polveri sottili e smog che aumentano le infiammazioni, ai disturbi psicologici cronici e alle carenze nutrizionali.

