E’ di questi giorni la “lieta novella”, finalmente giunta dopo anni di trepide attese e cocenti delusioni, da sempre auspicata e, purtroppo, da più parti osteggiata e comunque svariate volte rimandata, che Medico Protetto è felice di accogliere e condividere: il Governo sta valutando di inserire un emendamento nel decreto Milleproroghe che introduca la misura dello “scudo penale” in favore dei medici almeno per il periodo di un anno in attesa della vera e propria riforma organica di settore, in accoglimento alle molteplici istanze portate avanti da tempo dalla Federazione degli Ordini dei medici e dalle Organizzazioni sindacali.

Si tratta di un primo passo finalmente concreto sulla via della depenalizzazione dell’atto medico, ad esclusione dei titoli di imputazione per dolo e colpa grave che rimarrebbero fermi nella disciplina penalistica a presidio della materia; per tutto il resto, si potrà invocare unicamente la responsabilità civile.

La novità normativa, infatti, consentirebbe ai pazienti di far valere le loro pretese solo in punto di ristoro economico dinanzi al giudice civile senza che il sanitario sia più portato al cospetto del giudice penale, ove rischierebbe una pena più grave e afflittiva o comunque anni di attesa prima di ottenere l’assoluzione con le relative spese, che è l’ipotesi di verificazione pressochè certa, visto che si avvera nel 97% dei casi!

Tra le mozioni approvate alla Camera, ve ne è una, inoltre, che impegna il Governo ad introdurre, accanto al ricorso alla via giudiziaria, un sistema di risoluzione alternativa delle controversie.

Si tratta di un grande passo avanti atteso da tempo, a fronte di numeri che manifestano un quadro allarmante della situazione della c.d. “medicina difensiva” anche in termini di sovraccarico dei Tribunali impegnati nei giudizi di presunta malasanità: le cause ancora pendenti per presunta colpa medica sono addirittura 300 mila.

Si sancisce finalmente la distinzione tra la responsabilità del medico e la responsabilità medica, che si pone come un concetto più ampio, il quale, purtroppo, è stato percepito in ritardo rispetto all’entrata in vigore della Carta costituzionale, posto che le strutture sanitarie già esistevano allora. L’obiettivo è anche quello di addivenire ad una migliore gestione del rischio clinico, che porti il sanitario a porre concretamente attenzione al proprio operato anziché ad avere paura delle possibili conseguenze delle sue azioni in ottica di medicina difensiva. In tale prospettiva si darebbe compiuta attuazione al “sacro” principio costituzionale dell’art. 32 a presidio di un effettivo diritto alla salute che va garantito a tutti.

L’auspicio è che stavolta sia veramente la volta buona.

Nel frattempo ci teniamo a ricordare che per qualsiasi quesito di natura legale, gli oltre 240 Avvocati e corrispondenti di SLED, partner legale di Medico Protetto, sono a completa disposizione dei Medici su tutto il territorio nazionale: https://www.medicoprotetto.it/meseprotetto/

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