Intervista esclusiva di Antonello Sette a Cristina Meldolesi, Specialista in Ginecologia e Ostetricia, e in Oncologia Medica presso la Casa di Cura Santa Famiglia

Dottoressa Meldolesi, la ginecologia e l’ostetricia sono la passione che hanno accompagnato e sostenuto tutta la sua vita professionale…

“Da bambina sognavo di diventare una giornalista. Poi, durante gli anni del liceo, è nata la passione che avrebbe indirizzato le mie scelte e la mia vita, professionale e umana. Era una branca della medicina che mi affascinava e, subito dopo la laurea, ho conseguito la specializzazione in Ginecologia e Ostetricia all’Università di Tor Vergata, che inaugurava il corso proprio nell’anno della mia iscrizione. Per la specializzazione ho frequentato l’Ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina. Nel frattempo, e parallelamente, mi sono iscritta al corso di specializzazione, in Oncologia Medica, diventando quindi, a tutti gli effetti una bispecialista. Era l’ahimè lontano, 1991. L’anno prima, ero stata assunta al San Pietro Fatebenefratelli. Nello specifico, mi sono sempre dedicata all’ostetricia, incentrando la mia attività professionale sulle gravidanze a rischio e sulla patologia ostetrica”.

Qual è stato l’impatto con una Casa di Cura di consolidata eccellenza, come la Santa Famiglia dopo i tanti trascorsi in una struttura pubblica ad altissima frequentazione?

“Quello con la Santa Famiglia non è stato un debutto assoluto, ma in qualche modo un ritorno. Avevo stipulato un contratto di reperibilità nel 1989, quando la clinica non era ancora stata ristrutturata ed era gestita dalle suore e da ostetriche valorose, ma di vecchio stampo. Un’esperienza durata un anno e mezzo, che rimane uno dei miei ricordi più belli. Anche per questa ragione ‘sentimentale’ sono particolarmente contenta di iniziare questa nuova avventura con la Santa Famiglia”.

Che cosa pensa di poter dare personalmente alla Casa di Cura?

Un contributo di esperienza e di passione. Quella passione per l’ostetricia e la ginecologia, che non è venuta meno e non poteva essere altrimenti. Dovrebbe, al più, presto essere aperto un ambulatorio interno riservato alle gravidanze a rischio, e mi entusiasma l’dea di un servizio nuovo che nasce con me”.

Come l’hanno accolta?

“Come meglio non avrei potuto immaginare. Molti di loro sono amici e persone che hanno già lavorato come. È un piacere ritrovarli tutti sotto lo stesso tetto. La Santa Famiglia è per me un ritorno, ma anche un bellissimo ricominciare”.

SaluteIn

Condividi su:

Iscriviti alla Newsletter

    Sei un Medico? SiNo