Intervista esclusiva di Antonello Sette a Filomena Petta, Urologa e Uroginecologa presso Salvador Mundi International Hospital
Dottoressa Petta, la cistite è una malattia insidiosa ad andamento cronico recidivante, che colpisce centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne…
“La cistite è una patologia cronica recidivante. Colpisce prevalentemente persone di sesso femminile, soprattutto in giovane età. È una patologia ad etiologia batterica per una elevata percentuale dei casi. Per il 90 per cento dei casi complessivi la causa scatenante è il batterio Escherichia coli il cui serbatoio naturale è rappresentato dall’intestino , ma ci sono anche altri agenti patogeni implicati nell’etiopatogenesi della cistite, come altri enterococchi, klebsiella, pseudomonas aeruginosa e proteus mirabilis.
È una patologia, che empiricamente possiamo catalogare come rognosa, perché è purtroppo soggetta a ricadute e a recidive, specie quando è mal trattata, ovvero quando non si riesce a identificare tempestivamente la causa che l’ha provocata”.
L’utilizzo massiccio di antibiotici può essere fuorviante?
“E’ pratica diffusa trattare la cistite con antibiotici empirici, senza che si sia preventivamente identificata la causa, anche perché non necessariamente la cistite è provocata da un agente batterico o virale o altro ma potrebbe essere semplicemente una condizione infiammatoria di tipo chimico. Il rischio conseguente è quello di una cronicizzazione della patologia, anche perché l’uso indiscriminato degli antibiotici produce come effetto collaterale la resistenza dei batteri agli stessi che conseguentemente compromette la possibilità di utilizzare antibiotici mirati a debellare quella determinata infezione urinaria.”.
Che cosa sta a monte del sintomo?
“Il sintomo della cistite può essere l’effetto, oltre che di agenti eziologici, di un’infiammazione della mucosa vescicale, che può avere una base autoimmunitaria o chimica. In questi casi accade spesso che il sintomo venga erroneamente attribuito a una cistite batterica, anche laddove i batteri non sono minimante scesi in campo”.
Ci sono novità significative nella battaglia che si propone, come obiettivo, di debellare, o quantomeno di arginare, la cistite cronica?
“Le ultime tendenze nel trattamento della cistite sono proiettate sullo studio del microbiota intestinale. Un cambio di direzione che non arriva all’improvviso. Si è infatti osservato e compreso negli ultimi tempi che il nostro microbiota intestinale, da non confondere con quelli vaginale e urinario, svolge un ruolo importante nel determinismo della cistite batterica e della sua successiva cronicizzazione”.
Come fa il microbiota intestinale a ripercuotersi dannosamente sull’apparato urinario?
“La risposta alla sua domanda è di fondamentale importanza. Il microbiota intestinale altro non è che la popolazione batterica, che occupa il nostro intestino. Tutte le varie specie batteriche, che vi convivono, devono restare in equilibrio fra di loro in una condizione di eubiosi. Esistono batteri benefici per l’intestino e altri che non lo sono. Quando si viene a creare una situazione di squilibrio che definiamo disbiosi, si selezionano batteri nocivi che provocano una distruzione della mucosa intestinale, ovvero la rottura delle giunzioni fra una cellula e l’altra, il che facilita il passaggio dei batteri nella corrente ematica, con il conseguente sviluppo di infezioni sistemiche. L’intestino è a contatto con la parete vescicale e questa vicinanza può diventare propedeutica al passaggio dei batteri all’interno della vescica”.
È, quindi, importante mantenere l’intestino in ordine?
È importante studiare il nostro intestino e cercare di mettere in atto tutte quelle abitudini di vita e quelli accorgimenti terapeutici, che possano portare al mantenimento di una situazione di eubiosi intestinale”.
Quindi, per prevenire la cistite anche l’alimentazione è un aspetto non trascurabile?
“Soprattutto l’alimentazione. Esistono alimenti che coinvolgono direttamente la sensibilità della mucosa intestinale con la distruzione dei villi. Pensiamo soprattutto al glutine. Si parla tanto al giorno d’oggi di celiachia o di ipersensibilità al glutine. Molto spesso un’alterata sensibilità al glutine provoca la distruzione dei villi intestinali e, conseguentemente, l’alterazione della permeabilità intestinale. Non a caso i celiaci, come del resto i diabetici, sono i più predisposti a sviluppare un’infezione urinaria”.
Attenti all’intestino, quindi…
“L’intestino gioca un ruolo fondamentale nella genesi della cistite. Non dimentichiamolo mai e agiamo per il suo e nostro bene”.

